ATTIVITA' IN CORSO
Terme di Caracalla
Studio dei sotterranei con particolare attenzione al sistema idraulico di adduzione e smaltimento


Villa di Massenzio
Il complesso massenziano si estende tra il II ed il III miglio della via Appia Antica ed è costituito da tre edifici principali: il palazzo, il circo ed un mausoleo dinastico, progettati in una inscindibile unità architettonica per celebrare l’imperatore Massenzio.


Via Teatro Marcello
Studio degli ipogei alle pendici del Campidoglio


Cloaca Maxima
Il sistema di gestione delle acque, in ingresso come in uscita, permise a Roma di raccogliere una popolazione numericamente mai più raggiunta fino all'800.
La Cloaca Maxima è una delle fondamenta di tale sistema.


Ipogei di Anagni
Una convenzione tra Amministrazione locale e Federazione Speleologica Hypogea prevede l’esplorazione, la mappatura e la documentazione degli ambienti sotterranei di Anagni con lo scopo valorizzarli a fini turistici.


Acquedotti
Studio ed esplorazione degli acquedotti dell'antica Roma


Cave di Villa de Sanctis
Esplorazione e rilievo della vasta rete caveale del Sesto Municipio.


Emissario Albano
Esplorazione e studio nell'ambito della Federazione Hypogea


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Dall'11 novembre apre il Tempio di Venere e Roma

 

Tempio_Venere_e_Roma_RSDopo ventisei anni di restauro l'intero Templum Veneris et Romae tornerà alla città ed entrerà nel percorso di visita tra Foro romano e Palatino.
Il Tempio, che sorge su una terrazza artificiale alta 9 metri, fu fatto erigere dall'imperatore Adriano, cui è riconosciuta anche la paternità del progetto, e fu inaugurato nel 135 d.C.. E' considerato dagli archeologi il tempio più grande di Roma, un unicum per le due celle addossate, una rivolta al Colosseo, quella dedicata a Venere, e l'altra rivolta verso il Foro Romano, dedicata a Roma, e oggi per metà inglobata dal convento della chiesa di Santa Francesca Romana. "Un'apertura possibile grazie al finanziamento ulteriore di 250.000 Euro dalla gestione commissariale dell'area archeologica", dichiara il sottosegretario ai  Beni Culturali Giro.
"Col restauro abbiamo cercato di ricostituire un'immagine unitaria del tempio prima invisibile  -  racconta la Dr.ssa Claudia Del Monti, responsabile dei lavori per la Soprintendenza Speciale ai Beni Archeologici di Roma. "Per la parte di Venere, abbiamo restituito la grandiosità del tempio, ripristinando l'impianto della cella di circa 25 metri, con la pavimentazione in peperino, salvando alcuni punti originari e ridefinendo tutto il perimetro del colonnato". Gioiello del tutto sconosciuto è la cella del tempio di Roma, saggio di virtuosismo architettonico a partire dall'abside monumentale. Un picco di vertigine l'offrono poi le monumentali colonne di porfido intorno pavimento decorato con raffinate quadrature con cerchi policromi.

Fonte: "La Repubblica.it" del 6 novembre 2010 - articolo di Laura Larcan



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