ATTIVITA' IN CORSO
Terme di Caracalla
Studio dei sotterranei con particolare attenzione al sistema idraulico di adduzione e smaltimento


Villa di Massenzio
Il complesso massenziano si estende tra il II ed il III miglio della via Appia Antica ed è costituito da tre edifici principali: il palazzo, il circo ed un mausoleo dinastico, progettati in una inscindibile unità architettonica per celebrare l’imperatore Massenzio.


Via Teatro Marcello
Studio degli ipogei alle pendici del Campidoglio


Cloaca Maxima
Il sistema di gestione delle acque, in ingresso come in uscita, permise a Roma di raccogliere una popolazione numericamente mai più raggiunta fino all'800.
La Cloaca Maxima è una delle fondamenta di tale sistema.


Ipogei di Anagni
Una convenzione tra Amministrazione locale e Federazione Speleologica Hypogea prevede l’esplorazione, la mappatura e la documentazione degli ambienti sotterranei di Anagni con lo scopo valorizzarli a fini turistici.


Acquedotti
Studio ed esplorazione degli acquedotti dell'antica Roma


Cave di Villa de Sanctis
Esplorazione e rilievo della vasta rete caveale del Sesto Municipio.


Emissario Albano
Esplorazione e studio nell'ambito della Federazione Hypogea


Archivio attivitą svolte
PUOI SEGUIRCI ANCHE SU...
Facebook Twitter YouTube Flickr Flickr RSS
RICERCA NEL SITO
Cerca:
Dopo 2700 anni aperta a Tarquinia la Camera nel Tumulo della Regina

 

Il Tumulo della Regina è la più grande struttura a tumulo scoperta fino ad ora nella necropoli di Tarquinia: misura circa 40 metri di diametro ed è pertinente a un importante personaggio della comunità tarquiniese del VII secolo a.C., di rango aristocratico e vicino alla figura dei re etruschi. Il Tumulo della Regina si ispira a una tipologia di tombe reali che si ritrova soltanto in un altro ambito del Mediterraneo: a Cipro. E' molto probabile che all'origine di questo modello introdotto in Italia centrale ci siano proprio architetti di formazione orientale che qui avrebbero introdotto innovativi modelli architettonici.

Durante la quarta campagna di scavo dell'Università degli Studi di Torino, della Soprintendenza per i Beni Archeologici dell'Etruria Meridionale e della Città di Tarquinia, in collaborazione con l'Istituto Superiore per la Conservazione e il Restauro, gli archeologi hanno rimosso dopo ben 2700 anni una lastra di pietra che chiudeva l'accesso a una camera secondaria all'interno del Tumulo della Regina; si sono così trovati in una piccola camera di 4 x 2,5, metri intatta, corredata con intonaci dipinti. Si sono intravisti manufatti che potrebbero essere dei letti funerari o parti in pietra di un altare.
Durante la campagna di scavo del 2010 erano stati qui scoperti i resti di un rarissimo intonaco in gesso alabastrino, secondo una modalità nota nel Vicino-Oriente (Cipro, Egitto, area siro-palestinese). Si tratta di un esempio di rivestimento murario, finora sconosciuto in Italia, presumibilmente realizzato da maestranze specializzate provenienti dal Levante mediterraneo. In alcuni punti poi sono emerse tracce di decorazioni: una larga fascia rossa che doveva svilupparsi sui tre lati dell'ingresso, al di sotto e al di sopra della quale si individuano delle raffigurazioni di probabile significato religioso.
L'importanza di questo intonaco dipinto ha reso necessario l'intervento dell'Istituto Superiore per la Conservazione e il Restauro. Le pitture del Tumulo della Regina sembrerebbero realizzate secondo la più antica tecnica pittorica ricordata dalla storiografia artistica - in particolare da Plinio il Vecchio - "inventata" da maestri greci fra l'VIII e il VII secolo a.C.
Se il prosieguo degli scavi confermerà, come sembra, la datazione dei decori (decenni attorno alla metà del VII secolo a.C.), si tratterebbe della più antica manifestazione di pittura funeraria tarquiniese. La nuova testimonianza rialzerebbe così di qualche decennio le prime esperienze pittoriche del centro etrusco, noto nel mondo proprio per le sue tombe dipinte.


Fonte: Repubblica.it


  Mostra le altre news