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Geologia

 


Per conoscere la storia geologica più remota dell'area romana, si deve risalire ad almeno 200 milioni di anni fa, quando sul fondo della Tetide si accumularono i sedimenti da cui si sono poi formate le rocce che oggi costituiscono l'Appennino centrale: sedimenti di piattaforma carbonatica che passavano, lungo scarpate sottomarine più o meno estese, a depositi di mare più profondo. Ma il momento in cui le vicende geologiche della futura Campagna Romana si differenziano da quelle delle aree contigue è molto meno lontano e giunge dopo che l'orogenesi fece deformare in falde e sollevare gli antichi sedimenti marini, dando origine alla catena montuosa dei futuri Appennini.

Circa 5 milioni di anni fa, infatti, il settore occidentale della catena appenninica appena formata iniziò ad assottigliarsi ed a sprofondare, mentre si andava formando il Mar Tirreno. Tale sprofondamento non fu ovunque omogeneo: alcuni settori rimasero al di sopra del livello del mare, originando così un insieme di isole di cui facevano parte anche l'attuale Monte Soratte (a nord di Roma) ed i Monti Cornicolani (a est di Roma). In quel periodo, l'area su cui fu successivamente costruita la città di Roma era completamente sommersa, come testimoniano i depositi marini visibili in alcune zone della città.

In quel mare, inizialmente, si depose il materiale argilloso (argille azzurre o "Marne Vaticane") oggi ben visibile nei dintorni della Città del Vaticano, in Via Gregorio VII, Via delle Medaglie d'oro, Via Trionfale e sulle pendici di Monte Mario. Successivamente, il materiale argilloso finissimo, caratteristico di un ambiente lontano dalla linea di costa, fu sostituito da materiale prevalentemente sabbioso, contenente un'elevata quantità di organismi legati ad un ambiente marino litorale. Questo materiale si può osservare a nord della Città del Vaticano (Monte Mario).

Il passaggio da una sedimentazione finissima (argillosa) ad una più grossolana (sabbiosa) è da mettere in relazione con un progressivo spostamento della linea di costa da oriente (lungo il piede degli attuali Monti Sabini) verso occidente. Dopo la deposizione delle sabbie e delle argille, il fondo del mare cominciò a sollevarsi e questi sedimenti, appena deposti, si piegarono leggermente. A causa di questo sollevamento e dell'accumulo sempre più intenso di questi sedimenti, il mare si ritirò verso ovest, lasciando emersa l'area in cui poi sorse Roma. Quello che era stato un tempo il fondo del mare diventò così una regione collinare con ampie zone paludose e piccoli laghi: il Paleotevere (l'antico fiume Tevere) scendeva a mare molto più a sud di oggi.

Le rocce che testimoniano questo stadio dell'evoluzione geologica dell'area romana sono abbastanza diffuse, per esempio sulla Via Flaminia (Camping Flaminio) ed in Via delle Belle Arti. Si tratta prevalentemente di depositi fluviali, lacustri e palustri (ghiaie, sabbie, argille e travertini) contenenti i resti fossili dei grandi mammiferi che popolavano la Campagna Romana (elefanti, ippopotami, rinoceronti e cervi).

La quiete di quell'ampia zona collinare era soltanto apparente. Dalle fratture che avevano accompagnato la formazione del Tirreno, cominciò a risalire del magma e si formarono grandi distretti vulcanici. L'attività vulcanica interessò inizialmente l'area a nord di Roma dove diede origine al Distretto Vulcanico dei Monti Sabatini, i cui prodotti coprirono aree molto estese; basti pensare che vulcaniti sabatine si trovano anche in Roma, fino sulle rive del Tevere (Monteverde, stazione di Trastevere, ecc.). Questo materiale vulcanico coprì i terreni sottostanti nel settore a nord di Roma, nascondendo ogni traccia della precedente storia geologica dell'area romana. I terreni vulcanici appena formati furono poi sottoposti a fenomeni erosivi molto intensi. Mentre era in atto questo processo di erosione, iniziò l'attività vulcanica a sud di Roma con la formazione di un altro distretto vulcanico, oggi riconoscibile nei rilievi dei Colli Albani. I suoi prodotti sono costituiti in prevalenza da tufi, colate piroclastiche e colate di lava. Molto spettacolare la colata lavica di Capo di Bove, formatasi circa 280.000 anni fa, che partendo dal cratere centrale dei Colli Albani, arriva nei pressi della tomba di Cecilia Metella, quasi a ridosso della città di Roma.

I prodotti vulcanici dei Colli Albani, congiungendosi con quelli dei Vulcani Sabatini, contribuirono a sbarrare, per un breve arco di tempo, il corso del Paleotevere. Si formò così, subito ad est della posizione attuale di Roma, una vasta zona paludosa. Con il passare del tempo, lo sbarramento fu eroso e le acque ripresero a scorrere verso il mare, con un corso che preludeva ormai a quello dell'odierno Tevere.
In seguito, come diretta conseguenza di un abbassamento del livello marino, l'attività erosiva delle acque meteoriche divenne particolarmente intensa e il Tevere, erodendo i materiali vulcanici ed i sottostanti sedimenti sabbiosi ed argillosi, incise un'ampia valle fluviale. Questa intensa fase erosiva modificònuovamente il paesaggio della Campagna Romana trasformandolo in vaste zone pianeggianti interrotte da profonde valli fluviali. L'erosione rese nuovamente visibili, sui versanti delle valli, i terreni di natura sedimentaria che erano stati nascosti dalla copertura di materiale vulcanico.

Alcune migliaia di anni dopo, a causa del lento innalzamento del livello del mare, la fase di intensa erosione fu sostituita da una fase di deposito, in cui i corsi d'acqua accumularono una grande quantità di sabbie e ciottoli nelle valli da loro stessi incise. Il fondo delle valli divenne pianeggiante ed i rilievi sempre meno scoscesi. Si formò la pianura alluvionale del Tevere e dei suoi affluenti: il fiume cominciò a formare ampi meandri, assumendo il suo corso definitivo.

L'attività modificatrice dell'acqua continuò lentamente nel tempo e trasformò la regione in una zona di colline, la cui sommità rappresenta ciò che resta dei terreni vulcanici, più difficili da erodere. In questa regione collinare, sulle sponde del Tevere, sorse la città di Roma.

da 'Guide Geologiche Regionali' Edizioni BE-MA