ATTIVITA' IN CORSO
Terme di Caracalla
Studio dei sotterranei con particolare attenzione al sistema idraulico di adduzione e smaltimento


Villa di Massenzio
Il complesso massenziano si estende tra il II ed il III miglio della via Appia Antica ed è costituito da tre edifici principali: il palazzo, il circo ed un mausoleo dinastico, progettati in una inscindibile unità architettonica per celebrare l’imperatore Massenzio.


Via Teatro Marcello
Studio degli ipogei alle pendici del Campidoglio


Cloaca Maxima
Il sistema di gestione delle acque, in ingresso come in uscita, permise a Roma di raccogliere una popolazione numericamente mai più raggiunta fino all'800.
La Cloaca Maxima è una delle fondamenta di tale sistema.


Ipogei di Anagni
Una convenzione tra Amministrazione locale e Federazione Speleologica Hypogea prevede l’esplorazione, la mappatura e la documentazione degli ambienti sotterranei di Anagni con lo scopo valorizzarli a fini turistici.


Acquedotti
Studio ed esplorazione degli acquedotti dell'antica Roma


Cave di Villa de Sanctis
Esplorazione e rilievo della vasta rete caveale del Sesto Municipio.


Emissario Albano
Esplorazione e studio nell'ambito della Federazione Hypogea


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Il Colosseo di Commodo

 

Che l'imperatore Commodo avesse un debole per i giochi gladiatori è ben noto. Le cronache dell'epoca riportano di combattimenti in cui lo stesso Imperatore scese nell'arena per combattere.
La sua villa al 18° miglio dell'Appia Antica, la cosiddetta "Villa degli Antonini" nell'ager Lanuvinus, con una splendida vista che spazia fino al mare, si trova in uno stato di semi abbandono nell'area industriale subito al di fuori della cittadina di Genzano, nell'area dei Colli Albani. Pochi sono i resti che emergono da un terreno incolto invaso da erbacce, spesso usato come discarica abusiva e circondato da villette costruite a ridosso - se non in alcuni casi sopra - ai resti archeologici.
Dal 2010 la Montclair State University, grazie ad una convenzione con la Soprintendenza per i Beni archeologici del Lazio e con il Comune di Genzano, organizza dei campi di scavo estivi, coordinati da Deborah Chatr Aryamontri e Timothy Renner, co-direttori del “Villa of the Antonines” Project del Centre for Heritage and Archaeological Studies (CHAS). Maggiori informazioni sul progetto direttamente sul sito della Montclair University cliccando qui. L'area oggetto degli scavi ha un'estensione di tre ettari.
Già nel 2012 erano state individuate delle strutture con andamenti curvilinei, e si pensò ad una fontana monumentale, parte integrante dei vicini ambienti termali.
Nella campagna di scavo conclusasi il 27 luglio di quest'anno si è avuta invece la conferma che si tratta di un anfiteatro privato, certo di misure ridotte rispetto a quello Flavio nel cuore della Città Eterna, ma comunque di dimensioni più che dignitose: 50 per 40 metri per quanto riguarda la struttura e 35 per 24 metri di arena. Le dimensioni sono state desunte da una serie di ambienti ( di circa 3,5 per 4 metri) divisi da muri radiali e delimitati da due muri concentrici curvilinei.
L'anfiteatro, realizzato in muratura e pietra vulcanica, era ricoperto di marmi pregiatissimi, a partire dal quello di Chemtou, in Tunisia (meglio conosciuto come "giallo antico", il più pregiato dopo il porfido rosso), e ancora serpentino, pavonazzetto, greco scritto, cipollino, africano.
E' stata inoltre scoperta una scala a chiocciola che scende tre metri al di sotto del piano dell'arena, forse l'accesso ad un piano sotterraneo che ospitava macchine sceniche, e un condotto idraulico, anch'esso sotterraneo, che ha alimentato l'ipotesi di un utilizzo dell'anfiteatro anche per piccole naumachie.
Parte integrante della villa, a ridosso degli ambienti termali da sempre visibili e conosciuti, questa nuova scoperta conferma ancora una volta che l'enorme patrimonio archeologico del nostro Paese è per la maggior parte ancora da scoprire, spesso nascosto solamente pochi metri sotto la superficie. Un enorme potenziale quasi sempre ignorato, che in questo caso ha rivisto la luce solo grazie alla passione di un pugno di archeologi e di studenti volontari giunti fin qui dall'altra parte del mondo.



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