Ninfeo di Via dell'Amba Aradam

 

Nel 1962, durante gli scavi per la costruzione degli edifici dell’attuale archivio del Vicariato, tra via dei Laterani e via dell’Amba Aradam, a una profondità di circa 7,50 metri, vennero alla luce i resti di un ninfeo a pianta basilicale, composto da un ambiente principale di forma rettangolare che termina in un’esedra, con al centro una nicchia,  e due ambienti più piccoli ai lati. Verosimilmente questi ambienti erano collegati alle terme ancora visibili a sud-est del battistero lateranense.
Alcuni resti di mosaici in pasta vitrea fanno risalire la prima fase costruttiva all’età neroniana, successivamente, intorno al III secolo d.C., il ninfeo subì alcune trasformazioni: fu aggiunta una decorazione musiva, lo  zoccolo venne rifatto con lastre marmoree e le pareti furono decorate con pitture a motivi floreali, in parte ancora in buono stato di conservazione, soprattutto quelle nell’ambiente a destra dell’abside.
Attualmente l’ingresso del monumento, che risulta diviso tra proprietà Vaticana e quella comunale, può avvenire sia da un tombino lungo la strada che dall’interno del Vicariato.

Bibliografia:
F. Coarelli , Roma, Editori Laterza, Roma 2005


per Roma Sotterranea, Alessio Lo Conte