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<title>Roma Sotterranea</title>
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<description>Rome Underground</description>
<language>it-IT</language>

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<title>S. Crisogono-sotterranei di Trastevere</title>
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<pubDate>Sat, 25 Feb 2012 00:00:00 +0100</pubDate>
<description>La visita ai sotterranei di S. Crisogono, accessibili dalla sacrestia,  è importante per conoscere e capire la stratificazione archeologica e la pratica del riuso di monumenti antichi per scopi diversi da quelli originari. I resti testimoniano e conservano le vestigia di uno dei più antichi tituli sorti nel quartiere di Trastevere.La disposizione degli ambienti tipica delle case romane infatti, si adattava perfettamente allo svolgimento dei riti cristiani, nonché a funzioni di magazzino ed accoglienza dei fedeli. Il titulus Crisogoni nacque infatti sfruttando ben due (e forse tre) domus romane di II e III secolo, prima di assumere la consueta pianta basilicale nel V secolo.</description>

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<title>S. Paolo alla Regola-sotterraneo lungo il Tevere</title>
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<pubDate>Sun, 26 Feb 2012 00:00:00 +0100</pubDate>
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	Nel sottosuolo del rione Regola un portoncino con scala permette di scendere nel sottosuolo per 8 metri e visitare quattro piani di edifici.
	Alcune stanze appartengono al piano terra del grande magazzino di età flavia, gli Horrea Vespasiani, fatti costruire dallimperatore Domiziano per conservare le derrate alimentari da distribuire alla città. 
	Al piano superiore la presenza di finestre e di un cortile fa evincere l&#39;esistenza di un&#39;abitazione popolare, di gente che viveva di mestieri semplici come operai trasportatori o piccoli commercianti, mentre le tubature in cotto e le decorazioni fanno supporre la presenza di un&#39;antica lavanderia (fullonica).
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<title>S. Clemente e i suoi sotterranei</title>
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<pubDate>Sun, 04 Mar 2012 00:00:00 +0100</pubDate>
<description>L'area archeologica di S.Clemente è l'esempio più importante della stratificazione della città di Roma, testimonianza unica dello sviluppo nelle varie epoche di edifici diversi tra loro che continuano a coabitare  in uno spazio inverosimile.
Si accede al sottosuolo tramite una scala: scendendo per 20 metri scopriremo la primitiva basilica, che si venne ad impiantare nella seconda metà del IV secolo nel contesto di una casa romana (domus) del III secolo. La casa sorge, a sua volta, su un edificio precedente. Quest'ultimo è separato - tramite uno stretto passaggio largo appena 80 centimetri - da un'insula in cui nel III secolo si venne ad impiantare un Mitreo. Nelle diverse sovrapposizioni presenti nei sotterranei è visibile anche un rivo dellantico torrente il Rivus Labicanus, che alimentava lo stagnum Neronis, ubicato dove oggi sorge il Colosseo.
Risalendo poi nella meravigliosa Basilica ci soffermeremo davanti al mosaico dell'abside e alla Cappella di S.Caterina, con gli affreschi di Masolino da Panicale, unica testimonianza romana del 1400.

Per la scheda completa sul monumento clicca qui.</description>

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<title>Ipogeo di via Livenza</title>
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<pubDate>Sun, 18 Mar 2012 00:00:00 +0100</pubDate>
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	Per questa visita dovete contattare il 3205560439 perchè si devono formare 2 gruppi.
	Appuntamento a Via Livenza, 4 (traversa di Via Po).
	
	Entrando da un cancello di un garage, scendendo una scaletta angusta, a 9 metri di profondità  si accede ad un monumento sotterraneo non ancora studiato con precisione, tanto da essere identificato sia come santuario pagano che come ninfeo o battistero cristiano.
	A confondere gi studiosi sono vari elementi, pareti decorate con iridescenti paste vitree, soggetti affrescati con scene mitologiche e marine e la presenza di una vasca fornita di un sistema di adduzione e deduzione, che convivono in un  vano lungo 20 metri.

	 Per la scheda completa sul sito archeologico clicca qui.
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<title>Mitreo del Circo Massimo</title>
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<pubDate>Sat, 24 Mar 2012 00:00:00 +0100</pubDate>
<description>Scendendo una lunga scaletta, posto nei sotterranei dellex Pastificio Pantanella, si raggiunge il mitreo del Circo Massimo, considerato uno dei più grandi luoghi di culto conosciuti a Roma. Il santuario ipogeo fu riadattato nel III sec. d.C. all'interno di un edificio preesistente di età imperiale, probabilmente connesso con il Circo Massimo.

Per la scheda completa sul monumento clicca qui.</description>

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<title>Mausoleo di Lucilio Peto</title>
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<pubDate>Sun, 25 Mar 2012 00:00:00 +0100</pubDate>
<description>La sua scoperta risale al 1887, in occasione della costruzione di un muro di cinta nella vigna sovrastante.  
Il sepolcro dei Lucilii, meglio noto come Mausoleo di Lucilio Peto, venne fatto costruire dallo stesso quando era ancora in vita, destinato ad ospitare lui e sua sorella Lucilla Polla.   

Si trova al confine del quartiere Pinciano, ma l'ingresso è su via Salaria, benché il pavimento si trovi a circa sei metri sotto il livello stradale.   
Ia costruzione si presenta come un cilindro piatto con un diametro di 35m e appartiene alla &quot;famiglia&quot; dei tumuli.
 Al suo interno è possibile vedere l'epigrafe sepolcrale, iscrizione che attribuisce la tomba, alla Gens Lucilla, Lucilio Peto era infatti, tribuno militare e prefetto dei fabbri e della cavalleria.</description>

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<title>Piramide Cestia</title>
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<pubDate>Sat, 31 Mar 2012 00:00:00 +0200</pubDate>
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Questo singolare monumento funerario fu costruito intorno al 20 a.C. in soli 330 giorni. Ispirato alla moda egittizante in voga a Roma dopo la conquista dellEgitto, la piramide voluta da Caio Cestio,  rimane unica nel suo genere fra i monumenti romani antichi. Alta 37 metri, contiene una cella funeraria rettangolare coperta da volte a botte, affrescata con figure femminili e pitture ornamentali.</description>

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<title>Ludus Magnus - la palestra dei gladiatori</title>
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<pubDate>Sun, 29 Apr 2012 00:00:00 +0200</pubDate>
<description>Il Ludus Magnus era la più grande e importante palestra dei gladiatori a Roma, collocata direttamente al Colosseo, da una galleria sotterranea. Gli scavi effettuati fino ad ora hanno portato alla luce solo la parte settentrionale dell'edificio di cui però si può ben riconoscere la cavea.  
La vera struttura del Ludus Magnus, costruita da Domiziano, ci è pervenuta tramite un frammento della Forma Urbis: era un edificio a tre piani, composto da un'arena di forma ellittica, copia a scala ridotta di quella del Colosseo (asse  maggiore 62 metri, asse minore 45 metri) circondato da gradinate che poteva ospitare 3000 persone.
L'abbandono della struttura si data a partire dal VI sec., quando l'edificio venne utilizzato come area per modeste sepolture.   


Intorno al Ludus Magnus dovevano esserci altri edifici simili fatti costruire da Domiziano e tutti del medesimo tipo con arena e cavea e con ambienti eventualmente porticati: il Ludus Matutinus destinato all'allenamento dei venatores (le   grandi cacce che si svolgevano di mattina) e situato sul Celio,  il Ludus Dacicus e il Ludus Gallicus (quest'ultimo situato   sul Celio) che devono il loro nome al luogo d'origine dei   gladiatori che vi alloggiavano.  
Nelle immediate vicinanze della scuola per gladiatori erano  situate tutte quelle strutture collegate per la loro funzione al  Colosseo come ad esempio: lo spoliarium, dove venivano   sistemati i cadaveri dopo gli scontri e spogliati delle loro ar-  mature; il saniarium, un piccolo &quot;pronto soccorso&quot; che serviva per il ricovero e la cura dei gladiatori feriti; il summum  choragium, il magazzino dove venivano conservati gli  &quot;scenari&quot;, le macchine, i costumi e ogni genere di attrezzi e  apparati destinati alla realizzazione delle scenografie per il  Colosseo; infine da segnalare l'armamentarium, il deposito  dove erano sistemate le armi utilizzate dai gladiatori ed erano situate anche le officine destinate alla riparazione di   armi e armature.</description>

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<title>Ninfeo degli Annibaldi- sotterraneo e magico</title>
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<pubDate>Sat, 12 May 2012 00:00:00 +0200</pubDate>
<description>Per prenotare questa visita dovrete contattare il 3205560439 per poter formare 2 gruppi di partecipanti in orari diversi.

Il Ninfeo venne scoperto nel 1895 durante i lavori per il taglio della via omonima, si raggiunge entrando da una porticina incorporata nelle  mura di via degli Annibaldi.
Si tratta  di un luogo risalente all&#39;epoca di Augusto situato sottoterra e dedicato alle ninfe, alle piante ed all&#39;atmosfera magica che si trova nella mitologia dei boschi.
Doveva appartenere probabilmente a una ricca dimora.
In origine aveva una forma semiellittica, con una vasca al centro, ed era ornato da nicchie, delle quali quattro sono tuttora visibili;decorazioni di conchiglie, madreperla, smalto e pietra pomice, rendono questo sito unico.
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<title>Monte dei Cocci o Monte Testaccio</title>
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<pubDate>Sun, 20 May 2012 00:00:00 +0200</pubDate>
<description>Passeggiata emozionante su una vera e propria discarica specializzata di epoca romana, accumulo di anfore utilizzate per il trasporto di grano e alimenti liquidi, che giungevano dal porto di Ostia a Roma attraverso ladiacente Tevere. 
 Il numero delle anfore accatastate si stima attorno ai 25 milioni. 
Nell'antichità le anfore erano il recipiente di trasporto e immagazzinamento per eccellenza. 
 Il loro basso costo permetteva una fabbricazione massiccia e, una volta svuotate, venivano abbandonate in una discarica del tempo, il moderno Monte Testaccio, dove, per le sue caratteristiche peculiari- i cocci venivano ricoperti di calce per evitare i cattivi odori- si è conservata una grande quantità di informazioni epigrafiche. 
Sulle anfore i romani scrivevano una serie di dati, in un certo senso equivalenti alle etichette dei recipienti moderni. Le iscrizioni dipinte sul collo, sulla spalla, e sul ventre dell' anfora indicano il peso a vuoto, il nome del mercante, il peso netto. Così etichettate, le anfore venivano sottoposte ai controlli dei funzionari doganali. 

 Nei secoli successivi il monte divenne luogo per feste e scampagnate, nel medioevo per vari secoli fu il luogo preferito dai romani per i loro violenti riti carnevaleschi, per le feste legate alla vendemmia e per cerimonie religiosi, per la somiglianza con il Calvario sulle sue pendici fu installata una via crucis, ricordata ancora oggi dalla croce situata sulla sommità del monte.  </description>

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<title>Colombario di Pomponio Hylas-Eleganza nella morte.</title>
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<pubDate>Sun, 27 May 2012 00:00:00 +0200</pubDate>
<description>Per prenotare questa visita dovete contattare il 3205560439 per formare 2 gruppi in orari diversi.

&quot;.....Egli aveva appena scoperto uno tra i più suggestivi monumenti sepolcrali romani.&quot;

Considerato un gioiello dellarte funeraria sia per leleganza che per la conservazione delle decorazioni.
Situato proprio allinterno del Parco degli Scipioni, tra la via Latina e la via Appia Antica, costruito nel I sec. d.C., di piccole dimensioni, custodisce uno dei più antichi mosaici parietali rinvenuto in Italia, realizzato con tessere di vetro su sfondo blu e ulteriormente decorato con conchiglie.</description>

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<title>Trofei di Mario e Porta Magica a piazza Vittorio</title>
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<pubDate>Sun, 10 Jun 2012 00:00:00 +0200</pubDate>
<description>TROFEI DI MARIO
Nell'angolo nord del giardino di piazza Vittorio Emanuele II si trova la monumentale struttura laterizia denominata &quot;Trofei di Mario&quot; a causa dei due trofei marmorei. 
L'edificio, che si erge nella parte più alta dell'Esquilino è datato con precisione al 226 d.C., è in realtà una fontana monumentale e un castello di distribuzione dell'acqua, costruito da Alessandro Severo al termine di una diramazione di acquedotto che, a causa dell'altezza dello speco d'entrata, si può identificare solo con l'acqua Claudia o con l'Anio Novus. 
LA PORTA MAGICA
La Porta Alchemica , detta anche Porta Magica o Porta Ermetica o Porta dei Cieli, è un monumento edificato tra il 1655 e il 1680 da Massimiliano Palombara.  Come vari altri esponenti di una piccola élite culturale, anche il marchese era affascinato dalle scienze esoteriche, alcune delle quali egli stesso praticava attivamente. I suoi mezzi economici e la sua posizione sociale gli permettevano di finanziare un certo numero di alchimisti.</description>

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<title>Auditorium di Mecenate</title>
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<pubDate>Sun, 17 Jun 2012 00:00:00 +0200</pubDate>
<description>Visita sotterranea alla grande stanza dell'Auditorium di Mecenate e passeggiata per raggiungere un piccolo angolo della vecchia Roma nel cuore del quartiere umbertino che in età imperiale rappresentava il centro della vita pubblica con il Forum Esquilinum, dentro e fuori le mura Serviane, il Macellum Liviae (il mercato di carni macellate costruito sotto Augusto) ed il Lacus Orphei, la grandiosa mostra d'acqua. La visita terminerà con la spiegazione del suggestivo  arco di Gallieno.

AUDITORIUM DI MECENATE
Questa grande aula absidata, larga 10 m e lunga 24 m, si raggiunge scendendo una scala che ci permette di capire  loriginale  posizione, seminterrata, del particolare edificio. 
Edificio a cui venne erroneamente attribuito il titolo di  Auditorium, cioè una sala per spettacoli teatrali e musicali, a causa dellillusoria forma absidata con sette gradini concentrici, un tempo rivestiti di marmo, che formano una piccola cavea; solo dopo varie ipotesi confutate dalla presenza di alcune piccole tubazioni nel gradino più alto hanno permesso di attribuire alla cavea la funzione di una gradevole cascatella d'acqua che ornava una sala ombrosa e fresca; ciò consente di identificare la sala in un ninfeo, cioè un locale adibito ad intrattenimenti culturali e caratterizzato da un'ambientazione naturalistica. 
La struttura muraria e la ricchezza delle pitture conducono ad attribuirne la proprietà ad un potente patrizio: Mecenate, il consigliere culturale di Augusto, che qui edificò la sua famosa villa, ritrovo di artisti e poeti, e che promosse l'operazione urbanistica di trasformazione dell'Esquilino da periferica zona cimiteriale a lussuoso quartiere di ville patrizie. 
La sala non presenta finestre, ed è affrescata con pitture parietali; i motivi decorativi sono fregi floreali, paesaggi e giardini, attribuiti con certezza al I sec.
  

ARCO DI GALLIENO
Larco di Gallieno prende il posto dellantica Porta Esquilina, monumentale entrata di Roma nelle Mura Serviane, è semplice e austera: di struttura quasi quadrata è ornata solo da cornici e da pilastri corinzi agli angoli. Schiacciato tra due edifici, in via di S.Vito, in origine a tre fornici, venne eretto in memoria dell'imperatore Gallieno, assassinato dai suoi ufficiali nel 262 d.C. Nel Medioevo, in ricordo della sottomissione di Viterbo a Roma, vi vennero appese le due chiavi della città di Viterbo consegnate a Roma in segno di sottomissione e lì rimasero fin al 1825.</description>

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<title>Porta Asinaria e il camminamento delle Mura Aureliane</title>
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<pubDate>Sun, 24 Jun 2012 00:00:00 +0200</pubDate>
<description>Lantica porta Asinaria  divenuta ormai inagibile per il progressivo innalzamento del livello stradale circostante (circa 9 metri) e anche per questo inadeguata a sostenere il volume di traffico automobilistico e quello pedonale, è chiusa da una cancellata che rende il luogo unisola tranquilla tra il caos della zona. 
La sola, tra le porte antiche di Roma, ad avere contemporaneamente torri cilindriche affiancate a torri quadrangolari e questo conferma che una struttura così poderosa ne faceva, di fatto, una fortezza che ci da ora la possibilità di visitare l'interno delle mura e percorrere il camminamento di ronda. 

La porta prende il nome dall'antica via Asinaria, che si congiungeva, più avanti, alla via Tusculana. Secondo una versione del XIV secolo, pare invece che nei pressi della porta si trovasse il foro degli asini, il mercato in cui gli animali giunti a Roma dalle regioni del sud venivano venduti ai contadini della campagna romana. Non è comunque da escludere, sebbene non vi sia alcuna conferma, che prenda il nome da qualche illustre personaggio di fine repubblica, probabilmente lo stesso console Asinio Pollione che fece costruire la strada. Venne definitivamente chiusa nel 1574, contemporaneamente allapertura della vicina Porta San Giovanni, resa necessaria nellambito della ristrutturazione dellintera area del Laterano.  </description>

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