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Studio dei sotterranei con particolare attenzione al sistema idraulico di adduzione e smaltimento


Villa di Massenzio
Il complesso massenziano si estende tra il II ed il III miglio della via Appia Antica ed è costituito da tre edifici principali: il palazzo, il circo ed un mausoleo dinastico, progettati in una inscindibile unità architettonica per celebrare l’imperatore Massenzio.


Via Teatro Marcello
Studio degli ipogei alle pendici del Campidoglio


Cloaca Maxima
Il sistema di gestione delle acque, in ingresso come in uscita, permise a Roma di raccogliere una popolazione numericamente mai più raggiunta fino all'800.
La Cloaca Maxima è una delle fondamenta di tale sistema.


Ipogei di Anagni
Una convenzione tra Amministrazione locale e Federazione Speleologica Hypogea prevede l’esplorazione, la mappatura e la documentazione degli ambienti sotterranei di Anagni con lo scopo valorizzarli a fini turistici.


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Studio ed esplorazione degli acquedotti dell'antica Roma


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Scoperto nuovo mosaico a Colle Oppio

 

Il cantiere del Criptoportico delle Terme di Taiano sul Colle Oppio continua a regalare stupefacenti, importanti e pregevolissime sorprese. 
Nel 1998 la scoperta dell’affresco della “Città dipinta” e del mosaico parietale della “Musa e Filosofo”; nel 2004, grazie anche all’intervento di Roma Sotterranea, il rinvenimento di un’altra splendida opera, il cosiddetto “Mosaico della Vendemmia; pochi giorni fa il è stato liberato dalla terra che lo ricpopriva da secoli un nuovo mosaico, subito battezzato "Apollo e Muse".
 “All’epoca fummo costretti ad interrompere gli scavi su questo mosaico per mancanza di finanziamenti e per far fronte ad altre urgenze, tra le quali l’impermeabilizzazione della volta” ha specificato Rita Volpe responsabile del cantiere per la Sovraintendenza, aggiungendo: “Siamo poi riusciti a proseguire con i lavori grazie a due tranche di finanziamento provenienti dai Fondi Arcus del ministero dei Beni culturali nel 2005 e nel 2006”.
Nella galleria di fondazione, posta nell’angolo sudoccidentale delle Terme di Traiano, lo scavo archeologico ha messo in luce per quasi 16 metri di lunghezza e 2 di altezza, un’ulteriore porzione del muro dove si trova il mosaico con Musa e Filosofo. Quest’ultimo si situa oggi all’estremità sinistra della parete e della raffigurazione. Nonostante la maggior parte della superficie di sfondo non si sia conservata, è tuttavia possibile ricostruire in gran parte lo schema e il soggetto: al centro due coppie di colonne riquadrano una nicchia, all’interno della quale si distingue una figura maschile, identificabile con Apollo, nudo, con il manto sulla spalla, che porta la cetra sul braccio sinistro. La muscolatura del torace e dell’addome è resa con un raffinato chiaroscuro dato dall’alternanza di tessere di tre gradazioni di colore. Lateralmente, la composizione di sviluppa con una serie di edifici, di cui ben si riconoscono molti elementi architettonici, come architravi, capitelli e soprattutto colonne, decorate da ghirlande e girali vegetali.
Con lo scavo attuale altre figure sono state riconosciute sulla parte destra della parete, fra le quali due maschili, di cui uno vestito alla greca, ma senza barba, e un’altra femminile, probabilmente un’altra Musa.  Il mosaico è databile intorno alla seconda metà del I secolo d.C..
 Come sopra ricordato, poca distanza da questo mosaico, alla fine del 2004, grazie anche all’intervento di Roma Sotterranea, fu rinvenuta un’altra splendida opera, il cosiddetto “Mosaico della Vendemmia”. La profondità di tale ambiente, più di 10 metri, fa supporre che anche la porzione di galleria nella quale è stato rinvenuto il mosaico delle Muse possa svilupparsi in altezza per altrettanti metri.
“Ci troviamo di fronte ad un prezioso esempio di quello che doveva essere lo spirito ispiratore della politica urbanistica di Traiano, il quale probabilmente era disposto persino a distruggere insulae patrizie pur di restituire spazi di socialità, diremmo oggi popolari, quali erano in effetti le Terme per i romani” ha precisato il Sovrintendente Umberto Broccoli.
 
Fonti: sito Roma Capitale e Sovrintendenza ai Beni Culturali


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