Sepolcro degli Scipioni. Eroi della Repubblica Romana(apertura speciale)
23 Settembre 2017

 
Sepolcro degli Scipioni. Eroi della Repubblica Romana(apertura speciale)
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Per questa visita la prenotazione deve essere effettuata contattando il 3205560439 per comunicare l'orario scelto: 1° turno ore 16.30, 2° turno ore 17.20.

Il sepolcro degli Scipioni è un monumento funerario di età romana che si trova, lungo la via Appia antica, poco distante dalla Porta San Sebastiano.

Inglobato in parte in una abitazione, una casa romana del III secolo, che danneggiò una parte del monumento sottostante e dimostra come all'epoca si fosse persa la cognizione e forse lo stesso ricordo di un luogo di sepoltura così importante nella storia romana.
Fu riscoperto, nonostante se ne conoscesse l'ubicazione approssimativa grazie alle fonti, a due riprese, nel 1616 e di nuovo dai proprietari del fondo nel maggio del 1780, durante lavori per la costruzione di una cantina.

Circondato da una vera e propria necropoli tra cui spicca un grande colombario sotterraneo a pianta rettangolare e sopra il sepolcro la presenza di una piccola catacomba, con file di sepolcri sovrapposti. La fondazione del sepolcro si può far risalire con certezza all'inizio del III secolo a.C. ad opera di Lucio Cornelio Scipione Barbato, console nel 298 a.C.

Le iscrizioni sui sarcofagi  permetto di datare l'uso dell'ipogeo fino al 150 a.C. circa, quando la struttura era completa e venne affiancata da un'altra stanza, di forma sempre quadrangolare ma non in asse con la prima, dove furono sepolti pochi altri membri della famiglia.




Ludus Magnus - la palestra dei gladiatori
24 Settembre 2017

 
Ludus Magnus - la palestra dei gladiatori
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Il Ludus Magnus era la più grande e importante palestra dei gladiatori a Roma, collocata direttamente al Colosseo, da una galleria sotterranea. Gli scavi effettuati fino ad ora hanno portato alla luce solo la parte settentrionale dell'edificio di cui però si può ben riconoscere la cavea.  
La vera struttura del Ludus Magnus, costruita da Domiziano, ci è pervenuta tramite un frammento della Forma Urbis: era un edificio a tre piani, composto da un'arena di forma ellittica, copia a scala ridotta di quella del Colosseo (asse  maggiore 62 metri, asse minore 45 metri) circondato da gradinate che poteva ospitare 3000 persone.
L'abbandono della struttura si data a partire dal VI sec., quando l'edificio venne utilizzato come area per modeste sepolture.  


Intorno al Ludus Magnus dovevano esserci altri edifici simili fatti costruire da Domiziano e tutti del medesimo tipo con arena e cavea e con ambienti eventualmente porticati: il Ludus Matutinus destinato all'allenamento dei venatores (le   grandi cacce che si svolgevano di mattina) e situato sul Celio,  il Ludus Dacicus e il Ludus Gallicus (quest'ultimo situato   sul Celio) che devono il loro nome al luogo d'origine dei   gladiatori che vi alloggiavano. 
Nelle immediate vicinanze della scuola per gladiatori erano  situate tutte quelle strutture collegate per la loro funzione al  Colosseo come ad esempio: lo spoliarium, dove venivano   sistemati i cadaveri dopo gli scontri e spogliati delle loro ar-  mature; il saniarium, un piccolo "pronto soccorso" che serviva per il ricovero e la cura dei gladiatori feriti; il summum  choragium, il magazzino dove venivano conservati gli  "scenari", le macchine, i costumi e ogni genere di attrezzi e  apparati destinati alla realizzazione delle scenografie per il  Colosseo; infine da segnalare l'armamentarium, il deposito  dove erano sistemate le armi utilizzate dai gladiatori ed erano situate anche le officine destinate alla riparazione di   armi e armature.


Sotterraneo: Mitreo del Circo Massimo
30 Settembre 2017

 
Sotterraneo: Mitreo del Circo Massimo
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Scendendo una lunga scaletta, posto nei sotterranei dell’ex Pastificio Pantanella, si raggiunge il mitreo del Circo Massimo, considerato uno dei più grandi luoghi di culto conosciuti a Roma. Il santuario ipogeo fu riadattato nel III sec. d.C. all'interno di un edificio preesistente di età imperiale, probabilmente connesso con il Circo Massimo.

Monumento ben conservato, con cinque ambienti rettangolari paralleli comunicanti tra loro e due grandi scalinate sul lato che guardava il Circo che portavano al piano superiore e si estendevano per quali tutta la lunghezza dell'edificio.

Il pavimento era coperto da marmi, in parte conservati, spesso di reimpiego. Sul muro di fondo si apre un arco con al superficie inferiore coperta da pomici e vi si allineano anche alcune basi e nicchie inquadrate da edicole. Dentro l'arco un'edicoletta a mattoni forma una nicchia semicircolare coperta da semicupola: qui si doveva trovare, in posizione preminente, la statua di Mitra. Il rilievo rinvenuto con la tauroctonia non è chiaro dove fosse collocato, e rappresenta Mitra che uccide il toro, affiancato da Cautes, Cautopates, Sol, Luna e il corvo, mentre a sinistra si vede lo stesso Mitra che porta il toro ucciso sulle spalle.


Per la scheda completa sul monumento clicca qui.



L'Aurora di Guido Reni (apertura speciale).Dalle Terme di Costantino al Casino Rospigliosi Pallavicini.
1 Ottobre 2017

 
L'Aurora di Guido Reni (apertura speciale).Dalle Terme di Costantino al Casino Rospigliosi Pallavicini.
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La costruzione, Rospigliosi Pallavicini, sorge sui ruderi delle Terme di Costantino, oggi inglobati nello scantinato del Casino.

Il palazzo fu costruito dal cardinale Scipione Borghese, nipote del papa Paolo V, come grande dimora della famiglia edificata accanto alla residenza papale del Palazzo del Quirinale.

Nel 1704 il palazzo fu acquistato dal principe Giovanni Battista Rospigliosi, figlio di Camillo e nipote di papa Clemente IX, e da sua moglie, la principessa Maria Camilla Pallavicini, e divenne l'abitazione della famiglia Rospigliosi Pallavicini, che ancora ne possiede la metà.

Il Casino dell'Aurora, così denominato in quanto ospita l'omonimo, splendido, affresco di Guido Reni (1614). Illusionisticamente poggiata al soffito del piccolo ambiente come quadro riportato, il dipinto raffigura Apollo nel suo carro preceduto da Aurora, che porta la luce al mondo. L'affresco di Guido è uno dei capolavori del classicismo romano e richiama i rilievi di antichi sarcofagi, di cui la facciata del Casino è riccamente istoriata.

 



Ninfeo dell'Uccelliera a Villa Celimontana (apertura speciale)
7 Ottobre 2017

 
Ninfeo dell'Uccelliera a Villa Celimontana (apertura speciale)
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L'area su cui si estende la villa, intorno alla chiesa di S. Maria in Domnica, occupata in epoca medievale e nel primo rinascimento da orti e vigneti, fu acquistata verso la metà del '500 da Giacomo Mattei, che la diede in dote alla figlia Claudia, sposa e cugina di Ciriaco Mattei, artefice della profonda trasformazione del luogo. 
Contemporaneamente alla costruzione della palazzina, probabilmente terminata entro il 1581, veniva realizzato il giardino pensile, a essa collegato, sostenuto da grandi muraglie, e sistemato verosimilmente anche il "teatro" o "prato", ossia il settore che occupava il lato sud-occidentale del giardino, reso nelle forme di un antico circo, con un emiciclo a gradinate, e sormontato da un'edicola in cui era "una testa grande di Alessandro Magno con il suo busto", mentre al centro, a mo' di spina, era stato innalzato l'obelisco egizio concesso dal Consiglio Segreto del Comune capitolino a Ciriaco Mattei.
Fu poi realizzato un nuovo edificio, la "loggia che guarda verso S. Sisto", ornato con intonaci graffiti e altre pitture, destinato a sede espositiva per la ricca collezione di antichità del proprietario, che ebbe tuttavia vita breve. Di fronte a esso era un labirinto e, poco più in là, un boschetto con statue di animali in peperino dipinto, collocate anche in altri punti salienti del giardino o poste a ornamento di fontane.

IL NINFEO

Il Ninfeo dell’Uccelliera è un ambiente sotterraneo risalente alla fine del ‘500, costituito da una scalea che sale, tra ripiani pavimentati a mosaico di tessere di marmo, all’interno del muro di sostruzione del giardino superiore fino a un ninfeo ad abside vivacemente ornato: questo presenta, nella fascia più bassa, un rivestimento a “tartari”, fatto di scaglie di marmo, cubetti di pomice e concrezioni calcaree disposti a mosaico secondo moduli geometrici, mentre la parte superiore è ornata con intonaci colorati, arricchiti da frammenti di marmi colorati, e da gruppi di conchiglie, scelte per la loro forma e per la brillantezza madreperlacea; il settore centrale presenta motivi di figure a “grottesca”. L’ambiente fu successivamente arricchito di una fontana per la quale, nel 1613, tale "Battista scultore" eseguì un tritone su cavallo marino che buttava acqua; ma questo assetto fu cancellato nel XVIII secolo, quando il ninfeo venne trasformato in un luogo dove fermarsi a riposare godendo della frescura dell’ombra.


Complesso delle tre Fontane o delle Acque Salvie.
8 Ottobre 2017

 
Complesso delle tre Fontane o delle Acque Salvie.
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Nel cuore di Roma, ove oggi sorge il complesso abbaziale delle Tre Fontane, accanto al luogo dove l'apostolo S. Paolo fu decapitato nell'anno 67, sin dai primi secoli è fiorita la vita monastica.
Oggi è presente una piccola comunità di monaci Cistercensi della Stretta Osservanza (Trappisti).

Anticamente questo luogo, una valle situata sul percorso dell'antica via Laurentina,  veniva denominato con il nominativo di "Acque Salvie" ed era uno dei luoghi più importanti della cristianità.

la visita si svolgerà in una area che comprende diverse chiese e luoghi storici: l'Arco di Carlo Magno, la chiesa dei SS. Vincenzo e Anastasio, l chiesa di S. Maria in Ara Coeli , il Martirio di S. Paolo e le Fontane.