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Stazione Termini: dai romani ai nostri giorni
16 Dicembre 2017

 

Stazione Termini: dai romani ai nostri giorni

Per informazioni contattare il 3205560439

Stazione Termini, con l’antistante Piazza dei Cinquecento, è il principale interscambio della città di Roma. Attraversata e utilizzata giornalmente da circa 480 000 persone, ben pochi sono i passanti e i passeggeri che si soffermano ad osservare la stazione o a riflettere sull’area di Termini.

La zona, in realtà, ha una storia antichissima, e l’aspetto odierno è il frutto di una evoluzione millenaria che ha lasciato segni evidenti. La visita si concentrerà sull’area e sui cambiamenti urbanistici che essa ha subito, per cercare di ricostruire le tappe storiche che hanno portato alla nascita della stazione come oggi la conosciamo.

Si parte obbligatoriamente dall’epoca romana, ancora presente nei 17 filari in blocchi di tufo di Grotta Oscura che compongono un tratto delle mura dell’antica città. La porzione di muro conservata, sulla sinistra dell’entrata principale della stazione ferroviaria, faceva parte della cinta più antica di Roma, la cinta serviana, nella sua ricostruzione di epoca repubblicana. Le mura sono oggi la sola testimonianza visibile dell’epoca romana, ma non l’unica: durante gli scavi per la realizzazione della stazione furono infatti ritrovati numerosi caseggiati antichi, poi distrutti o interrati. Alcune delle pitture emerse, distaccate durante gli scavi, sono oggi esposte all’ultimo piano di Palazzo Massimo. Basandoci su fotografie d’epoca, cercheremo quindi di ricostruire l’entità e l’aspetto dell’antico quartiere.

A partire dalla seconda metà del Cinquecento la zona fu invece occupata da una sontuosa villa: quella costruita da Felice Peretti, alias Papa Sisto V.

Progettata dall’architetto di fiducia del papa, Domenico Fontana, la villa occupava un'area vastissima e comprendeva numerosi edifici (ad esempio il Palazzo alle Terme e il Casino Felice), viali alberati, giardini, frutteti, fontane, peschiere, ed era decorata da un ricchissimo apparato decorativo, con statue antiche e moderne (come il Nettuno e Glauco di Gian Lorenzo Bernini). La facciata principale era a occidente, proprio davanti alle rovine delle Terme di Diocleziano. Doveva trattarsi di una villa meravigliosa, ammirata e descritta dai viaggiatori stranieri che venivano in Italia per il Grand Tour. Entrata in possesso della famiglia Negroni e successivamente della famiglia Massimo, la villa venne smembrata e quasi totalmente distrutta per la costruzione della prima stazione ferroviaria dello Stato Pontificio. Nella seconda metà dell’Ottocento, infatti, sotto le pressioni esercitate da Francesco Saverio de Merode, vice ministro delle Armi dello Stato Pontificio, e promotore di una grandiosa speculazione edilizia in tutta l’area compresa tra le Terme di Diocleziano e la zona di Via Nazionale, l’area venne selezionata per costruirvi il capolinea delle linee pontificie. La prima stazione fu inaugurata nel 1863, ospitava la linea Roma-Ceprano. Nominata inizialmente Stazione Centrale, ben presto divenne nota con il nome “Termini”, dalle vicine strutture balneari. La facciata della vecchia stazione era di circa 200 metri più avanzata rispetto ad oggi e copriva quindi quasi tutta l'attuale piazza dei Cinquecento.

La stazione odierna, e la sistemazione urbanistica di Piazza dei Cinquecento, sorge invece soltanto nel Dopoguerra, la struttura fu inaugurata nel 1950. L’esigenza di ricostruire e ingrandire la stazione Termini si era già manifestata negli anni ’30, ma è soltanto 20 anni più tardi che il progetto, redatto da Angiolo Mazzoni, venne portato a compimento. L’ultima parte della visita sarà quindi dedicata alla struttura attuale, partendo dalla fase progettuale per concludere con la recentissima creazione di una hub iper moderna, sede di numerosi negozi e attività commerciali.


Genere Passeggiate culturali
Durata 1,30 ore
Costo della visita 12.00 €
Data della visita 16 Dicembre 2017 ore 16:00
Partecipanti max 20
Appuntamento Piazza dei Cinquecento, al monumento di Papa Giovanni Paolo II

Per ulteriori informazioni su questa visita guidata:       3205560439       visite@romasotterranea.it


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