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Obelisco Sallustiano a Trinitą dei Monti

 

L’obelisco si erge in Piazza Trinità dei Monti, tra la facciata della Chiesa e la scalinata.
Come l’obelisco di Antinoo e quello di Domiziano è di imitazione romana. Nato anch’esso anepigrafe venne inciso con la copia di un’iscrizione di età faraonica.
In granito rosso, alto 13,91 metri, recava  le  iscrizioni di Seti I e Ramses II  letteralmente  ricopiate dall’obelisco di Augusto in Piazza del Popolo. Alcuni segni erano errati, altri addirittura capovolti. Georg Zoega, proprio per la fattura di tale iscrizione e al fatto che fosse una copia tardo-romana e per altri dati archeologici, datò il trasferimento del monolito a Roma tra il 192 e il 268; mentre Iversen, in base alle fondazioni sulla quale lo stesso  poggiava, lo datò al III secolo d. C.. Altri invece ipotizzarono che fu portato nel periodo Augusteo o addirittura da Claudio. In ogni caso andò ad ornare gli “Horti” del generale Sallustio, forse per un piano di ammodernamento della villa.
Nel Medioevo, probabilmente,  il monolito non era stato ancora completamente seppellito dai detriti. Quando si pensò a una sua ricollocazione, Sisto V, decise di erigerlo davanti alla Chiesa di S. Maria degli Angeli, ma il progetto non ebbe seguito, come non ebbe seguito quello di Alessandro VII. Nel 1734, Clemente XII, lo portò al Laterano con l’intenzione di erigerlo davanti alla facciata, che più tardi sarebbe diventata un gigantesco prospetto neopalladiano. In realtà rimase in terra, vicino all’obelisco Lateranense, per oltre mezzo secolo; durante questo periodo vennero avviate delle trattative per farlo trasferire a Parigi, perché i francesi volevano erigerlo davanti alla cattedrale di Notre-Dame.
Solo con Pio VI si trovò la collocazione definitiva dell’obelisco, che fu trasferito a Trinità dei Monti. Nel 1789 il monolito fu innalzato. La sommità fu ornata con i simboli araldici del Papa e dalla croce che serviva da reliquiario per contenere un frammento della Croce Santa e  le reliquie di S. Giuseppe, S. Francesco di Paola, Pio V e degli apostoli Pietro e Paolo.
Su un lato della sua base fu incisa un’epigrafe.   

 


per Roma Sotterranea, Samantha Lombardi