ATTIVITA' IN CORSO
Terme di Caracalla
Studio dei sotterranei con particolare attenzione al sistema idraulico di adduzione e smaltimento


Villa di Massenzio
Il complesso massenziano si estende tra il II ed il III miglio della via Appia Antica ed è costituito da tre edifici principali: il palazzo, il circo ed un mausoleo dinastico, progettati in una inscindibile unità architettonica per celebrare l’imperatore Massenzio.


Via Teatro Marcello
Studio degli ipogei alle pendici del Campidoglio


Cloaca Maxima
Il sistema di gestione delle acque, in ingresso come in uscita, permise a Roma di raccogliere una popolazione numericamente mai più raggiunta fino all'800.
La Cloaca Maxima è una delle fondamenta di tale sistema.


Ipogei di Anagni
Una convenzione tra Amministrazione locale e Federazione Speleologica Hypogea prevede l’esplorazione, la mappatura e la documentazione degli ambienti sotterranei di Anagni con lo scopo valorizzarli a fini turistici.


Acquedotti
Studio ed esplorazione degli acquedotti dell'antica Roma


Cave di Villa de Sanctis
Esplorazione e rilievo della vasta rete caveale del Sesto Municipio.


Emissario Albano
Esplorazione e studio nell'ambito della Federazione Hypogea


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Meridiana di Augusto-L'Orologio solare (apertura speciale)
23 Settembre 2018

 
Meridiana di Augusto-L'Orologio solare (apertura speciale)

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La scoperta risale al 1979.
Scenderemo nella cantina della casa di via Campo Marzio 48, dove a 7 metri dal livello stradale e sotto 10 centimetri di acqua, appaiono grandi lastre di travertino sulle quali, in liste di bronzo orizzontali e verticali, sono riprodotti i segni zodiacali di Ariete, Toro, Leone e Vergine.
E´ una sezione del grande orologio solare che si estendeva nella zona di Campo Marzio tra via della Lupa e piazza San Lorenzo in Lucina, là dove già nel ‘400 era stata scoperta una parte della grande meridiana. Il grande orologio solare realizzato dall´imperatore Augusto nel 10 a. C. si estendeva per  di 160 metri x 60.


Sotterraneo: Mitreo del Circo Massimo
6 Ottobre 2018

 
Sotterraneo: Mitreo del Circo Massimo

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Per informazioni contattare il 3205560439.

Scendendo una lunga scaletta, posto nei sotterranei dell’ex Pastificio Pantanella, si raggiunge il mitreo del Circo Massimo, considerato uno dei più grandi luoghi di culto conosciuti a Roma. Il santuario ipogeo fu riadattato nel III sec. d.C. all'interno di un edificio preesistente di età imperiale, probabilmente connesso con il Circo Massimo.

Monumento ben conservato, con cinque ambienti rettangolari paralleli comunicanti tra loro e due grandi scalinate sul lato che guardava il Circo che portavano al piano superiore e si estendevano per quali tutta la lunghezza dell'edificio.

Il pavimento era coperto da marmi, in parte conservati, spesso di reimpiego. Sul muro di fondo si apre un arco con al superficie inferiore coperta da pomici e vi si allineano anche alcune basi e nicchie inquadrate da edicole. Dentro l'arco un'edicoletta a mattoni forma una nicchia semicircolare coperta da semicupola: qui si doveva trovare, in posizione preminente, la statua di Mitra. Il rilievo rinvenuto con la tauroctonia non è chiaro dove fosse collocato, e rappresenta Mitra che uccide il toro, affiancato da Cautes, Cautopates, Sol, Luna e il corvo, mentre a sinistra si vede lo stesso Mitra che porta il toro ucciso sulle spalle.


Per la scheda completa sul monumento clicca qui.



Monte dei Cocci o Monte Testaccio (apertura speciale)
7 Ottobre 2018

 
Monte dei Cocci o Monte Testaccio (apertura speciale)

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Passeggiata emozionante su una vera e propria discarica specializzata di epoca romana, accumulo di anfore utilizzate per il trasporto di grano e alimenti liquidi, che giungevano dal porto di Ostia a Roma attraverso l’adiacente Tevere. 
 Il numero delle anfore accatastate si stima attorno ai 25 milioni.
Nell'antichità le anfore erano il recipiente di trasporto e immagazzinamento per eccellenza. 
 Il loro basso costo permetteva una fabbricazione massiccia e, una volta svuotate, venivano abbandonate in una discarica del tempo, il moderno Monte Testaccio, dove, per le sue caratteristiche peculiari- i cocci venivano ricoperti di calce per evitare i cattivi odori- si è conservata una grande quantità di informazioni epigrafiche.
Sulle anfore i romani scrivevano una serie di dati, in un certo senso equivalenti alle etichette dei recipienti moderni. Le iscrizioni dipinte sul collo, sulla spalla, e sul ventre dell' anfora indicano il peso a vuoto, il nome del mercante, il peso netto. Così etichettate, le anfore venivano sottoposte ai controlli dei funzionari doganali. 

 Nei secoli successivi il monte divenne luogo per feste e scampagnate, nel medioevo per vari secoli fu il luogo preferito dai romani per i loro violenti riti carnevaleschi, per le feste legate alla vendemmia e per cerimonie religiosi, per la somiglianza con il Calvario sulle sue pendici fu installata una via crucis, ricordata ancora oggi dalla croce situata sulla sommità del monte.