Domus romane di Palazzo Valentini

 

Palazzo_ValentiniPalazzo Valentini fu edificato a partire dalla fine del Cinquecento su iniziativa del Cardinale Michele Bonelli, nipote di papa Pio V. L'alto prelato aveva promosso una vasta operazione di bonifica della zona dei Fori imperiali. A questa fase della fabbrica, diretta forse dal frate Domenico Paganelli che impostò l’impianto trapezoidale dell’edificio, con un'elegante facciata  verso la piazza SS. Apostoli, seguirono nel XVII secolo una serie di ristrutturazioni e ampliamenti su committenza del Cardinale Carlo Bonelli.
Nei primi del Settecento il Palazzo venne dato in affitto ai principi Ruspoli.
Alla metà del secolo, l’intero stabile fu acquistato dal cardinale Giuseppe Spinelli. Nel 1827 l’edificio venne Sotterranei_Palazzo_Valentiniacquistato dal banchiere Vincenzo Valentini che stabilì qui la sua dimora, promuovendo il completamento dei lavori verso il Foro. Nel 1873 il Palazzo passò alla Deputazione Provinciale di Roma.

Gli ambienti sotterranei oggi visitabili  sono rimasti sepolti fino al 2004. L'attività di scavo, riqualificazione, ricerca e musealizzazione è iniziata nel giugno del 2005: portata avanti in questi anni con un progetto interamente curato da storici dell’arte, archeologi e architetti, tutti appartenenti all’Amministrazione Provinciale, ha dato risultati di eccezionale rilevanza per l’importanza rivestita in età imperiale da quest’area - ci troviamo a 80 metri in linea d'aria dalla colonna Traiana - vero e proprio centro nevralgico della vita culturale e politica dell'Urbs. Le scoperte consentono inoltre di ricostruire un importante tassello della topografia antica e medioevale di questa zona della città.

Ci troviamo in realtà di fronte a due grandi siti:
Sotterranei_Palazzo_Valentini_opus_sectile- i resti di due domus patrizie databili fra la fine del II ed il III secolo d.C., che appartenevano a potenti famiglie dell’epoca, forse membri della classe  senatoria o dignitari che necessitavano di un'abitazione di rappresentanza. Gli edifici erano infatti impreziositi con mosaici - uno di questi è formato da più di 500.000 tessere -, pareti  e pavimenti decorati in opus sectile (marmi policromi). Vi era anche un  impianto termale, con un ampio frigidarium; 
- le “Piccole Terme di Traiano”, una vera e propria area termale con vasche per acqua calda e fredda e percorsi climatici come in una sauna, con un apparato di riscaldamento dell’acqua, con suspensurae e tubuli fictiles lungo le pareti.

Ma qui ciò che fa la differenza rispetto a molti altri siti archeologici  è l'intervento di valorizzazione con tecniche multimediali curato da Piero Angela, Paco Lanciano e da un’équipe di tecnici ed esperti, che ha ridato vita alle testimonianze del passato attraverso ricostruzioni virtuali, effetti grafici e filmati.
Sui 1800 metri quadri di estensione dell'area si vedranno “rinascere” grazie alla computer grafica strutture murarie, ambienti, peristilii, terme, saloni, decorazioni, cucine, arredi, compiendo così un viaggio virtuale dentro due domus della Roma imperiale. Completa il percorso un grande plastico ricostruttivo dell’area in età romana e delle varie fasi di Palazzo Valentini, grazie al quale il visitatore può ricollocarsi all’interno del contesto urbano attraverso le sue numerose stratificazioni storiche.

Uscendo dai sotterranei è infine possibile osservare le strutture relative ai bunker antiaerei realizzati sotto all'edificio durante il ventennio fascista. 

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Fonte: Provincia di Roma



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