Meridiana di Augusto

 

Meridiana Augusto ricostruzione 
Questa immagine rappresenta il Campo Marzio dopo gli interventi di Augusto. In primo piano si notano l’obelisco e il quadrante dell’Horologium (o Solarium) Augusti, a destra del quale si alza l’Ara Pacis. Più lontani si riconoscono il Mausoleo e l’ustrinum; sulla destra si vede il nastro della via Flaminia dirigersi verso Ponte Milvio e il Nord, mentre a sinistra si riconosce un’ansa del Tevere.

Meridiana Augusto PiranesiQuesta ricostruzione dell’Horologium, così come numerose altre (qui a lato una ricostruzione ideale del Piranesi) come un enorme quadrante con indicate le linee delle ore, è probabilmente sbagliata e si basa su di un’errata interpretazione dell’unica descrizione che si ha del monumento: quella di Plinio il Vecchio nella Storia Naturale1 .
Secondo gli autori più moderni (F W Maes, P Heslin), l’Horologium era costituito, oltre che dall’obelisco che produceva l’ombra, esclusivamente dalla linea meridiana, quella raggiunta dall’ombra a mezzogiorno. Era, infatti, improbabile che si potesse realizzare un’area lastricata di tali dimensioni e, soprattutto, mantenerla visibile in un’area interessata frequentemente dalle inondazioni del Tevere. Inoltre, non avrebbe avuto molto senso installare un orologio vero e proprio in un’area che era all’epoca ben al di fuori delle mura e lontana dal centro della vita cittadina. Al contrario, nei fori erano presenti numerosi orologi solari, ognuno dei quali, ad ascoltare le lamentele dell’epoca,  segnava un’ora differente.
Le campagne di scavo eseguite dal Deutsche Meridiana Augusto MontecitorioArchäologische Institut di Roma a cavallo tra gli anni ’80 e ’90 del 900 che hanno portato alla scoperta del tratto di linea meridiana attualmente visibile, non hanno rilevato alcuna traccia di pavimentazioni ai suoi lati.
L’obelisco era stato realizzato originariamente all'epoca del faraone Psammetico II (595-589 a.C.), ed era collocato nella città di Heliopolis in Egitto.
Fu portato a Roma nel 10 d.C. da Augusto, insieme all'obelisco Flamino, e collocato come gnomone dell'Orologio di Augusto in Campo Marzio. La grande meridiana, frutto dell'ingegno del matematico Facondio Novo, era costituita da una linea di bronzo incastonata su delle lastre di travertino e lunga circa 75 metri. Ai lati della stessa erano indicati, con iscrizioni bronzee in greco, i segni zodiacali, realizzando così un preciso calendario solare sfruttando la diversa altezza del sole nelle varie stagioni. Rovinato al suolo in un periodo imprecisato nell’alto medioevo, l’obelisco venne ritrovato ridotto in più tronconi all’inizio del ‘500. A causa delle pessime condizioni in cui versava venne di nuovo abbandonato e riscoperto all’inizio del ‘700. Nel 1792 per volere di Pio Vi venne restaurato ed eretto nel luogo in cui è attualmente. Venne anche realizzata una linea meridiana che però, costruita in maniera inadeguata, forniva un’ora errata. La linea attualmente presente, di grande precisione, è stata realizzata nel 1998, in occasione del rifacimento della pavimentazione della piazza.

Schema meridiana AugustoIl frammento di linea meridiana portato alla luce è formato da una linea di bronzo incastonata su delle lastre di travertino. Delle tacche di bronzo indicano la differente lunghezza dell’ombra dell’obelisco al passare dei singoli giorni. Sul lato orientale della linea sono presenti le indicazioni dei segni zodiacali [ΛΕ]ΩΝ e ΠΑΡΘ[ΕΝΟΣ] (leone e vergine), sul lato occidentale i segni [ΚΡΙ]ΟΣ e ΤΑΥΡ[ΟΣ] (ariete e toro). Sono inoltre presenti le iscrizioni: ΕΤΗΣΙΑΙ ΠΑΥΟΝΤΑΙ (iniziano a spirare i venti etesii2) in corrispondenza del passaggio tra Leone e Vergine (fine agosto), e ΘΕΡΟΥΣ ΑΡΧΙ (inizia l’estate) verso la fine del segno del Toro, cioè a maggio inoltrato.
La linea meridiana che vediamo non è quella originaria di Augusto: si trova, infatti, circa 1,5 m al di sopra del piano di campagna dell’epoca augustea. Al tempo di Domiziano, presumibilmente per cercare di porla al riparo delle inondazioni la meridiana fu alzata. Le lastre di travertino vennero riutilizzate rovesciandole.
Perché venne realizzata una tale opera? Ovviamente si possono fare solo delle ipotesi. La tecnica costruttiva delle meridiane, mutuata da quella greca,  era all’epoca abbastanza evoluta. Vitruvio nel IX libro del de Architectura elenca ben 13 tipologie differenti di orologi solari. Quello che rende unico questo strumento Meridiana di Augustoastronomico rispetto agli altri che erano presenti a Roma, oltre alla dimensione, è la sua capacità di funzionare con precisione come calendario. Tre anni prima della sua realizzazione, Augusto aveva ereditato da Lepido la carica di Pontefice Massimo e tra i compiti di questo magistrato c’era quello di sovrintendere al calendario. Nell’espletamento di questo incarico Ottaviano corresse la riforma del calendario attuata da Giulio Cesare e che era stata applicata in maniera erronea (un anno bisestile ogni tre, invece che ogni quattro anni). In ricordo della riforma gli venne dedicato un mese, Sestilius, che divenne Augustus, e la sua lunghezza fu portata a 31 giorni, determinando la irregolare distribuzione di mesi lunghi e brevi che ancora abbiamo.
Su due lati della base dell'obelisco è posta la seguente iscrizione: Imp. Caesar divi fil. / Augustus / pontifex maximus / imp. XII cos XI trib pot XIV / Aegypto in potestatem / populi romani redacta / soli donum dedit. (L'imperatore Cesare, figlio del divo [Giulio], Augusto, pontefice massimo, proclamato imperatore per la dodicesima volta, console per undici volte, che ha rivestito la potestà tribunicia per quattordici volte, avendo condotto l'Egitto in potere del popolo romano, diede in dono al sole).


Note
1- Is autem obeliscus, quem divus Augustus in circo magno statuit, excisus est a rege Psemetnepserphreo, quo regnante Pythagoras in Aegypto fuit, LXXXV pedum et dodrantis praeter basim eiusdem lapidis; is vero, quem in campo Martio, novem pedibus minor, a Sesothide. inscripti ambo rerum naturae interpretationem Aegyptiorum philosophia continent. — Ei, qui est in campo, divus Augustus addidit mirabilem usum ad deprendendas solis umbras dierumque ac noctium ita magnitudinis, strato lapide ad longitudinem obelisci, cui par fieret umbra brumae confectae die sexta hora paulatimque per regulas, quae sunt ex aere inclusae, singulis diebus decresceret ac rursus augeresceret, digna cognitu res, ingenio Facundi Novi mathematici. is apici auratam pilam addidit, cuius vertice umbra colligeretur in se ipsam, alias enormiter iaculante apice, ratione, ut ferunt, a capite hominis intellecta. —
Haec observatio XXX iam fere annis non congruit, sive solis ipsius dissono cursu et caeli aliqua ratione mutato sive universa tellure a centro suo aliquid emota (ut deprehendi et aliis in locis accipio) sive urbis tremoribus ibi tantum gnomone intorto sive inundationibus Tiberis sedimento molis facto, quamquam ad altitudinem inpositi oneris in terram quoque dicuntur acta fundamenta. (Naturalis Historia, XXXVI, 73)

2 - Venti che spirano da settentrione nel mare Egeo durante l’estate, attualmente noti come Meltemi; evidentemente la meridiana è una replica di un originale greco.


Bibliografia:
Buchner E "Horologium Solarium Augusti: Vorbericht über die Ausgrabungen 1979/80" Römische Mitteilungen 87 (1980) 355-73
Heslin P "Augustus, Domitian and the So-called Horologium Augusti" The Journal of Roman Studies 97 (2007) 1-20
Maes F "The sundial of Emperor Augustus: rise and decline of a hypotesis" The Compendium, North American Sundial Society 12 (sept. 2005) 13-27
Schütz M "Zur Sonnenuhr des Augustus auf dem Marsfeld" Gymnasium 97 (1990) 432-57


per Roma Sotterranea, Bruno Caracciolo