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Studio dei sotterranei con particolare attenzione al sistema idraulico di adduzione e smaltimento


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Il complesso massenziano si estende tra il II ed il III miglio della via Appia Antica ed è costituito da tre edifici principali: il palazzo, il circo ed un mausoleo dinastico, progettati in una inscindibile unità architettonica per celebrare l’imperatore Massenzio.


Via Teatro Marcello
Studio degli ipogei alle pendici del Campidoglio


Cloaca Maxima
Il sistema di gestione delle acque, in ingresso come in uscita, permise a Roma di raccogliere una popolazione numericamente mai più raggiunta fino all'800.
La Cloaca Maxima è una delle fondamenta di tale sistema.


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Una convenzione tra Amministrazione locale e Federazione Speleologica Hypogea prevede l’esplorazione, la mappatura e la documentazione degli ambienti sotterranei di Anagni con lo scopo valorizzarli a fini turistici.


Acquedotti
Studio ed esplorazione degli acquedotti dell'antica Roma


Cave di Villa de Sanctis
Esplorazione e rilievo della vasta rete caveale del Sesto Municipio.


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Scavi e scoperte al Circo Massimo

 

Gli scavi iniziati a dicembre dalla Sovraintendenza comunale ai Beni Culturali nell'emiciclo sud del Circo Massimo, quello che si affaccia su Piazza di Porta Capena, rivolto verso l'Appia, hanno riportato alla luce, fra gli altri, strutture murarie che confermano come qui vi fossero anche "tabernae", ritrovate scavando oltre i pilastri delle gradinate superstiti. Maria Letizia Buonfiglio, con Giovanni Caruso e altri archeologi, sta lavorando ai resti dell´impianto sportivo e religioso. Dichiara l'archeologa: «In soli 50 centimetri di terra abbiamo trovato 130 monete che, una volta catalogate, ci potranno dire molto sulla vita di questa parte del circo». Gli interventi decisi dal Comune hanno portato soprattutto alla ri-scoperta di ritrovamenti interrati dopo gli scavi degli anni Trenta, quando gli archeologi si dovettero fermare alla "media cavea" essendo le gradinate e la pista sottostanti inondate da infiltrazioni d´acqua. E ora che sono stati liberati dalla terra i pilastri, le basole della frequentatissima strada porticata, l´abbeveratoio e la fogna che serviva latrine e vespasiani, è possibile ricostruire la stretta connessione tra le "tabernae" esterne e quelle presenti dentro la struttura dell´antico circo che, come certi moderni impianti sportivi, funzionano da punto d´incontro anche nei giorni feriali.
L´emiciclo sud era il punto cruciale del percorso che le quadrighe affrontavano davanti a 150.000 spettatori. Qui infatti gli aurighi dovevano frenare per curvare seccamente intorno alla "meta" meridionale e spesso venivano a contatto:; il tutto tra strepiti di ruote, nitrire di cavalli e schiocchi di fruste, cui facevano eco le grida degli astanti.
Il più grande circo dell'Impero (600 metri di lunghezza per 140 di larghezza)  alla caduta dello stesso fu abbandonato e utilizzato come campo per  fini agricoli.  L'acqua mariana, che ancora oggi scorre in profondità, permise di installare anche dei  mulini. L'emiciclo sud fu riadattato a struttura fortificata da parte della potente famiglia dei Frangipane: a questo periodo si deve fari risalire la torretta - detta della Moletta -  ancora oggi visibile. Fu poi industrializzato nell´Ottocento con capannoni e un gazometro, demoliti a partire dal 1911; quindi cementificato durante il Ventennio fascista dai pilastri (anch´essi poi abbattuti) delle esposizioni sul minerale e sul tessile.
Gli archeologi ora sono intenzionati ad andare avanti con le ricerche, sapendo però che non è possibile scendere di quota perché sotto c´è la "marrana".
«Ai tre milioni già impegnati - spiega l´assessore alla Cultura del Comune, Dino Gasperini - aggiungeremo una delibera da tre milioni e 600mila euro che serviranno a finire le ricerche, completare i restauri, approntare un percorso didattico e una nuova illuminazione». La curva sud del Circo Massimo sarà così «un´area archeologica finalmente visitabile».

Da Repubblica, articolo di Carlo Alberto Bucci.


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