Fontana del Prigione

 

La fontana fu commissionata da Papa Sisto V e in origine fu posta nella Villa Peretti Montalto. Quando alla fine dell'Ottocento la villa dell'Esquilino fu demolita da parte dei piemontesi per i lavori edilizi nella zona del Viminale, la fontana fu spostata in Via Genova. Lì rimase fino alla costruzione del Palazzo del Viminale. Ma fu ancora spostata e collocata dov'è oggi.

Il nome "Prigione" deriva dal gruppo di statue che originariamente era all'interno del nicchione. Infatti una statua raffigurava un prigioniero informe, ispirato a Michelangelo, che cerca di liberarsi dalla schiavitù della materia. La fontana è costituita da un grande nicchione con ai lati due sottili lesene. Le lesene sostengono il frontone decorato da teste di leone e festoni fiorati. Nella parte inferiore c'è una bassa piscina che raccoglie l'acqua che esce da una testa di leone. Ciascuna lesena laterale ha un basamento sul quale sono sospesi due catini muniti di cannella.
 


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