L'accesso agli Inferi del Campo Marzio

 

All’incirca nell’area fra le odierne Piazza dell’Oro e la Chiesa di S.Giovanni dei Fiorentini, all’interno della grande ansa del Tevere che delimita il Campo Marzio, vi era nei tempi antichi un avvallamento, che ancora oggi ritroviamo nel nome della Chiesa di S.Maria in Vallicella (meglio conosciuta come Chiesa Nuova). L’area era malsana, punteggiata di pozze d’acqua sulfurea e sembra vi fosse anche una cavità dalla quale uscivano vapori, tutti segni di residua attività vulcanica della zona. La cavità era ritenuta uno degli accessi agli inferi e pertanto proprio qui si officiavano i ludi Tarentini in onore di Dis e Proserpina: le fonti riportano infatti che questi si svolgevano in extremo Campo Martio, già dalla tarda età regia. A Dis e Proserpina erano stati innalzati nella zona numerosi altari, uno dei quali fu ritrovato nel 1888 fra la Chiesa Nuova e Piazza Cesarini Sforza. Con il termine Tarentum (l’etimologia è incerta) si identifica quindi quest’area sacra, nella quale alcune fonti riportano esistesse un santuario sotterraneo, anche se la cosa sembra improbabile in quanto nella zona non esistono strati rocciosi e per di più, data la vicinanza al Tevere, qualsiasi ambiente sotterraneo sarebbe stato allagato dalle frequenti esondazioni del fiume.