Aquinum, una storia d'acqua
Un complesso termale racconta moltissimo della storia di un’antica città ma il suo sistema di scarico delle acque sa rivelare aspetti ancora più interessanti e sorprendenti della vita di tutti i giorni di quel luogo e dei suoi abitanti.
Roma Sotterranea è entrata nei condotti di Aquinum, una grande colonia romana del III secolo a.C.
Dalle sue origini ai giorni nostri il tema ricorrente della storia che stiamo per raccontarvi è quello dell'acqua. E' questo l'elemento che dà il nome alla città di Aquinum, un insediamento sorto nella media Valle del Liri su una pianura fertile e ricca di pascoli grazie anche alle numerose sorgenti. Dalle prime presenze abitative risalenti all'Età del Bronzo si arriva alle occupazioni del VIII secolo a.C. ma è solo con una prima urbanizzazione portata dai Volsci che la città inizia a prendere forma. Troviamo tracce di Aquinum nelle fonti storiche con Tito Livio che descrive il passaggio dell'esercito di Annibale nel 211 a.C. nei pressi della città; il luogo torna anche in Cicerone che racconta con toni critici il passaggio di Marco Antonio ad Aquinum ma lo sviluppo e le vicende della città sono più chiare a partire dal II secolo a.C. quando Aquinum cresce fino a diventare una colonia romana nel I secolo a.C.
Protetta su tre lati da una cinta muraria è ancora una volta l'acqua, nella forma di tre laghi, a difendere Aquinum sul versante orientale. Questo scenario ha visto svilupparsi la colonia su una superficie di circa 100 ettari, un'estensione che ha fatto di Aquinum la più grande città tra Roma e Capua lungo il percorso di quella via Latina che tagliava in due la colonia attraversandola da Ovest a Est.
Molto nota per la produzione della porpora di origine vegetale (uno dei punti di forza dell'impresa manifatturiera aquinate) Aquinum la ritroviamo anche nelle pagine di Plinio e Tacito. La città è conosciuta inoltre per aver dato i natali al poeta Decimo Iunio Giovenale e al generale romano Pescennio Nigro, l'usurpatore sconfitto da Settimio Severo nella lotta per la conquista dell'impero nel 194 d.C.
La lunga vicenda di Aquinum si conclude nel VI secolo d.C. con l'arrivo dei Longobardi con saccheggi, devastazioni e la fuga dei suoi ultimi abitanti. A quell'epilogo drammatico sono sopravvissuti i monumenti che è possibile ammirare nell'area archeologica: il teatro, l'edificio absidato noto come il Tempio di Diana, il Capitolium, un anfiteatro e il grande complesso delle Terme Centrali. Quello che rimane oggi dell'antica colonia di Aquinum lo potete trovare a 100 km da Roma; gli scavi (sempre aperti nel fine settimana e su prenotazione nei giorni feriali) si trovano sul territorio di proprietà del comune Castrocielo per una superficie di 8 ettari.
Su quest'area, dal 2009, è all'opera l'Università del Salento; il professor Giuseppe Ceraudo, docente di Topografia antica e responsabile del Laboratorio di Topografia antica e fotogrammetria del Dipartimento di Beni Culturali dell'ateneo è il direttore scientifico degli scavi.
Il suo Laboratorio, in accordo con la Soprintendenza Archeologia, Belle Arti e Paesaggio per le province di Frosinone, Latina e Rieti e con il sostegno prezioso del Comune di Castrocielo porta avanti un grande lavoro di ricerca con indagini aero-topografiche, geofisiche e di scavo archeologico che ha permesso nel corso degli anni di ricostruire il volto della colonia romana.
In questo scenario estremamente attivo, vitale e stimolante Roma Sotterranea ha sottoscritto un accordo di collaborazione con l'Università del Salento collaborando con il gruppo di lavoro del professor Ceraudo con l'incarico di effettuare una serie di indagini riguardanti i sistemi di approvvigionamento e scarico delle acque delle Terme Centrali di Aquinum, il cuore dell'attuale area archeologica.
Il compito di Roma Sotterranea è quello di dare supporto tecnico e scientifico attraverso la ricerca e l'esplorazione di condotti e pozzi producendo rilevamenti e documentazione fotografica e filmata degli ambienti ipogei.
A partire dall'Agosto 2020 è iniziato così il lavoro della nostra Associazione avviando uno studio approfondito dei condotti della palestra delle Terme e di un pozzo situato nell'area nord occidentale del complesso.
Le Terme Centrali rappresentano una delle "attrazioni principali" per chi visita gli scavi: con i loro 2200 mq di superficie occupano un grande isolato posto tra due decumani, le ampie strade basolate denominate via delle Terme (a nord) e via del Teatro (a sud). Le Terme sono state costruite tra la fine del I secolo a.C. e l'inizio del I secolo d.C. (i mosaici di epoca giulio-claudia hanno facilitato la datazione della costruzione); successivi lavori effettuati alla metà del II secolo d.C. hanno ampliato e modificato il monumento.
Le Terme hanno perso la loro funzionalità nel corso del IV secolo d.C. e da quel momento il declino è stato inarrestabile con l'asportazione dei marmi e delle condutture in piombo a cui ha fatto seguito il disfacimento della struttura (divenuta anche luogo di sepoltura nei tre secoli successivi).
Le terme di Aquinum potevano contare su una considerevole quantità d'acqua con cui venivano alimentate le piscine per i bagni freddi e caldi destinate al settore maschile e a quello femminile. Fontane, vasche, latrine e poi mosaici pavimentali straordinari rendono chiara ancora oggi quella che doveva essere la magnificenza del luogo, un luogo che continua a mostrare orgogliosamente il nome del magistrato Marcus Veccius, il duoviro che fece costruire a sue spese le terme, la palestra e tutte le decorazioni.
L'iscrizione monumentale lunga oltre nove metri è presente nel tappeto musivo all'interno del frigidarium maschile; il progetto di Marcus Veccius subì una serie di variazioni e lo studio di Roma Sotterranea ha potuto documentare l'evoluzione delle Terme grazie all'analisi delle strutture dei condotti ricostruendo la planimetria originale degli spazi.
Le indagini nei condotti hanno rivelato così le fasi della ristrutturazione delle Terme del II secolo d.C. con l'abbattimento dei vecchi muri perimetrali, l'ampliamento del cortile e del portico, la costruzione di nuove vasche e nuovi ambienti con tutti i relativi sistemi di riscaldamento. Questa rivoluzione delle cosiddette Terme Vecciane ha comportato una revisione del sistema di scarico delle acque che è divenuto inevitabilmente più complesso.
Il lavoro di questi anni ha permesso a Roma Sotterranea di fornire agli archeologi dell'Università del Salento una serie di dati significativi andando a chiarire quale fosse la struttura dell'impianto di smaltimento delle acque nell'arco di oltre quattrocento anni di attività delle Terme Centrali.
L'esplorazione della Aquinum sotterranea continua a riservare sorprese con la scoperta di nuovi condotti, come quello sotto la via del Teatro: a oltre 2000 anni dalla sua fondazione Aquinum ha ancora molte storie da raccontare.