La Villa di Massenzio e i suoi segreti

di Luca Girardo

Tra il II e il III miglio della Via Appia si sviluppa il complesso di Massenzio. Dal 2009, l’Associazione Roma Sotterranea è impegnata in indagini per svelare i segreti del suo sistema idraulico

Introduzione

Lungo la leggendaria Regina Viarum, presso il mausoleo di Cecilia Metella, emerge qualche torrione e un imponente muro di laterizi. In gran parte aperto al pubblico, questo complesso architettonico è legato alla figura dell'imperatore Massenzio ed è composto da un circo privato, un mausoleo dinastico e un palazzo. 

Negli anni 2000, le ricerche condotte dall'Università del Colorado nella grande sala absidale del palazzo portano ad individuare alcuni pozzi scavati nel tufo durante la prima fase della Villa.

La Sovrintendenza Capitolina ai Beni Culturali chiede all'Associazione Roma Sotterranea, specializzata in prospezioni speleologiche, di studiarne il sistema idraulico e gettare nuova luce sulle diverse fasi di occupazione del complesso.

Nel 2011 nasce il progetto Forma Aquae Maxentii tra la Sovrintendenza, nella figura della Dott.ssa Carmelina Camardo prima e della Dott.ssa Ersilia Maria Loreti che dal 2015 è Responsabile del sito, e l'Associazione Roma Sotterranea.

 

 

 

Un sito, quattro epoche

I primi cantieri di scavo, realizzati tra il XIX Secolo e la prima metà del XX, portano alla luce le vestigia più antiche. Bisognerà attendere la proprietà demaniale del Comune di Roma e i lavori degli anni Sessanta prima di identificare le quattro fasi successive di occupazione.

Prima fase. Tra il II e il I Secolo a.C., sull'ampia terrazza di una collina che si allunga a sud-est, viene costruita una villa rustica repubblicana comprendente un criptoportico di 115 m e alcune strutture in tufo rosso. L'approvvigionamento idrico è assicurato tramite pozzi e condotti-cisterna per la raccolta dell'acqua piovana. 

Seconda fase. Durante la prima metà del I Secolo d.C., alla struttura vengono aggiunti due ninfei ubicati ai piedi della terrazza, uno dei quali è alimentato da un'ampia cisterna di 63 x 4.30 m scavata a nord del sito. I pozzi e le cisterne cunicolari della prima fase sono collegati da canalizzazioni reticolari, e l'acqua circola nei condotti defluendo dalla cisterna verso il ninfeo e quelle che saranno le future terme. 

Terza Fase. Nel II Secolo, la villa viene ampliata con spazi abitativi sulla terrazza e nel criptoportico, oltre che da due padiglioni circolari alle estremità di quest'ultimo. Le terme completano l'insieme, conosciuto ormai come la Villa di Erode Attico, famoso mecenate greco. 

La quarta fase corrisponde alle strutture monumentali dell'imperatore Massenzio: il circo privato di 520 x 92 m, il mausoleo dinastico e il palazzo, comprensivo di una sala absidale destinata alle udienze.

Sotto il palazzo, gallerie e pozzi

È attraverso uno dei pozzi del palazzo che si può oggi penetrare la rete sotterranea. Il pozzo circolare ha una profondità di 4.4 m e un diametro di soli 87 cm. Ad oggi, sono stati recuperati e liberati cinque pozzi collegati da dieci condotti, per un totale di 72 m e un dislivello di 2.8 m. Lo studio della forma delle canalizzazioni, del tracciato, dei materiali da costruzione e delle tracce di usura è determinante per comprendere l'evoluzione del sistema idraulico.

All'epoca della prima Villa, nel II e I Secolo a.C., l'approvvigionamento idrico era garantito esclusivamente da cisterne cunicolari di cui due esempi sono stati identificati nell'area di palazzo. In un secondo tempo il sistema idraulico subisce quindi un cambiamento funzionale essendo l'approvvigionamento garantito dalla cisterna posizionata sul punto più alto della collina verso l'Appia Pignatelli.

Esso viene adibito a smaltimento delle acque, le cisterne cunicolari vengono messe in comunicazione tramite scassi e cunicoli mentre scarichi vengono connessi tramite tubature e piccole cappuccine, il tutto per smaltire l'acqua in direzione dell'impianto termale. Interventi effettuati in epoca massenziana dimostrano come il sistema fosse ancora in utilizzo nella IV fase.

Attualmente, le indagini sono state estese all'area del mausoleo dinastico e del relativo portico, al fine di identificare il sistema di smaltimento delle acque meteoriche. 
Lo studio degli ipogei della Villa di Massenzio, che spesso si configurano come spazi confinati, richiedono l'utilizzo di tecniche particolari per l'accesso, la permanenza, il rilievo e/o lo scavo per garantire la sicurezza dei tecnici di Roma Sotterranea operando secondo le norme vigenti relative alla sicurezza sul lavoro. Tali tecniche sono il risultato d'una esperienza quindicinale da parte dell'Associazione Roma Sotterranea, affinando sul campo le teorie di base per permetterne una pratica applicazione in spazi confinati.

Gli ambiti coprono dalle valutazioni dei rischi iniziali delle strutture sotterranee prima di procedere a qualsiasi attività tramite ispezioni iniziali supportate da campionamenti dell'aria per proseguire con manovre per accesso e operazione in sicurezza. Alle misure preventive si devono associare anche misure per la gestione delle emergenze per assicurare il recupero di operatori nel caso di emergenze. Alle comuni tecniche per l'indagine, rilievo e scavo di ambienti ipogei è stato necessario applicare particolari accorgimenti nelle operazioni in spazi confinati.