Esplorazione presso la Salita del Grillo

di Luca Antognoli
pubblicato il 19 Ottobre 2014

A metà Ottobre del 2014 Roma Sotterranea è stata invitata dal Dott. Andrea Ungari, curatore del museo privato "Il Polmone Pulsante" di Roma, al numero 17 della Salita del Grillo, per esplorare un pozzo situato nello scantinato del museo.

Il Museo è stato fondato nel 1976 da Saverio Ungari per conservare ed esporre le sue particolari sculture. Il nome "Polmone Pulsante" deriva dalla particolarità delle sculture semoventi, create come fantasiosa interpretazione degli organi del corpo umano.

Il palazzo seicentesco appartenuto ad Achille Venerio che ora ospita il museo è stato sede dal 1700 fino al 1870 della tipografia di Propaganda Fide come riportato in una targa marmorea ancora presente sulla facciata (foto 2).

Il Palazzo è stato costruito sui resti della chiesa di San Salvatore delle Milizie, a sua volta edificata sulle strutture rimanenti di un edificio romano (cfr. Rava 1930). Il pozzo da noi indagato (foto 1) si trova in un ambiente sotterraneo a circa tre metri di profondità rispetto all'attuale piano stradale della Salita del Grillo, proprio di fronte alle Taberne situate nella porzione sud orientale del complesso archeologico dei Mercati di Traiano.

L'insula di IV/V sec. DC (cfr. Patrizia Specchio) di cui facevano parte le taberne ancora ben visibili, si affacciava sulla strada che dalla Suburra saliva verso il Quirinale, passando alle spalle della zona forense; questa strada doveva essere probabilmente il tratto sud del Vicus Lacifundani, strada che dal Lacus Fundani, (fontana situata anticamente nell'odierna via 24 Maggio) scendeva fino all'Argiletum, incrociando il Clivus Suburanus.

Preparata intorno alla spalletta del pozzo una struttura di ancoraggio con ponteggio in tubi di ferro siamo scesi su fune nel pozzo fino al fondo (foto 3), con un dislivello di circa 8 metri. Il pozzo di sezione rettangolare, presenta una struttura di età moderna in ottime condizioni di conservazione, e risale probabilmente agli scavi di Rava del 1930 (foto 4). 

Sul fondo è stato rinvenuto materiale di riempimento e circa 20 cm d'acqua limpida, apparentemente ferma. Verso nord si apre una canaletta (foto 5) con paramento in laterizio e copertura con bipedali a cappuccina alta circa 160 cm al vertice, lunga circa 4 metri, interrotta da una muratura grossolana di riempimento (foto 6), costruita probabilmente per delimitare la proprietà. La cortina si presenta ordinata, con assise di laterizi e allettamenti irregolari di malta idraulica alti circa 1 centimetro, di colore bruno rossiccio per la presenza di inclusi ceramici. Lo strato superiore delle spallette del condotto, dove sono poggiati i laterizi della copertura a cappuccina sono formati da una assise di bipedali. Una prima ispezione dei laterizi in opera, non ha evidenziato bolli utili per datare il manufatto. Il fondo del condotto si presenta fortemente irregolare per la presenza di uno spesso strato di materiale vario di riempimento

A circa 3 metri dall'ingresso è presente un pozzo tamponato (foto 7), di sezione quadrangolare, cortina in laterizio, apparentemente in fase con il condotto, del qual interrompe la copertura a cappuccina, munito di pedarole di servizio. Sulla parete est all'imposta si apre un piccolo condotto afferente in laterizio con copertura a cappuccina pervio per circa 3 metri e poi interrotto da materiale di riempimento.

Tornati nel pozzo d'accesso abbiamo esplorato il tratto di condotto diretto a sud (foto 8). Passato un diaframma nella muratura lato sud del pozzo, si accede ad un un condotto (del tutto simile al precedente diretto a nord, pesantemente riparato con materiale cementizio, nel quale si nota la mancanza di alcuni bipedali della copertura a cappuccina), che presenta immediatamente un diverticolo nella parete ovest con un pozzo tamponato in superficie con travi di legno, di sezione quadrangolare, costruito con materiale eterogeneo, prevalentemente blocchetti di tufo ed inerti di materiale vario. Il condotto termina dopo circa 3 metri con un riempimento di materiale eterogeneo di risulta, costruito anche qui probabilmente come delimitazione di proprietà.

E' interessante notare che se il condotto fognario esplorato (che sicuramente continua sia a nord verso il Quirinale che a sud verso la Cloaca Massima) si trovava in età imperiale al centro della strada, probabilmente la mezzeria del vicus Lacifundani trovandosi ad almeno 2 metri ad est della facciata del palazzo moderno, sposta la crepidine ovest della strada di almeno 4 metri verso est. Ne consegue che le taberne che dovrebbero rappresentare il pianterreno di un'insula, non confinano direttamente con la strada, ma probabilmente erano separate dalla strada da un cortile.

Ci siamo riproposti di effettuare un ulteriore esplorazione del sito per poter realizzare un rilievo topografico ed archeologico approfonditi, e sarebbe inoltre interessante indagare nelle proprietà adiacenti per vedere se resta ancora qualche altro passaggio percorribile per esplorare altri tratti del medesimo condotto fognario. Agganciando topograficamente le strutture ipogee alle strutture antiche limitrofe è probabile che un semplice condotto fognario possa aggiungere importanti informazioni urbanistiche sulla esatta posizione degli edifici antichi e sulla viabilità della Suburra in età imperiale.