Ricerca e studio delle antiche opere idrauliche di Anagni

di Mara Abbate
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Nel 2016 la Federazione Hypogea ha siglato una convenzione con il Comune di Anagni per lo studio degli ipogei presenti sul territorio. Le prime ricerche effettuate hanno portato alla riscoperta di opere di grande interesse (prevalentemente pozzi e cisterne), molte delle quali riconducibili ad epoca romana. Nel corso delle indagini più recenti è stato possibile individuare ed esplorare una rete di condotti sotterranei che può essere ragionevolmente ritenuta l'antico sistema idraulico del borgo.

Anagni - Cunicolo sotto il convento di Santa ChiaraAnagni e l'acqua

La storia di Anagni, città ernica e poi romana, è strettamente legata all'acqua. L'esigenza di acqua potabile è stata per in borgo un costante imperativo nel corso dei secoli ed è testimoniata, ancora oggi, dalla presenza di innumerevoli pozzi e cisterne, alcuni dei quali ancora in uso. Le nostre ricerche sono quindi partite dall'acqua e grazie alla collaborazione dei cittadini, che ci hanno accompagnato in giro per la città e spesso ci hanno aperto le loro case, abbiamo potuto esplorare una grande varietà di siti estremamente interessanti. Affascinante è anche la leggenda del fiume Ninfa, un misterioso fiume che secondo gli abitanti scorre sotto Anagni e qualcuno dice anche di avere visto.

Esplorazione e studio delle opere idrauliche

Le esplorazioni condotte dalle associazioni federate in Hypogea sono partite dalle numerose strutture ipogee caratterizzate dalla presenza di acqua (pozzi, cisterne ed ambienti sotterranei allagati) ed è continuata con l'esplorazione e lo studio di alcuni condotti che si diramano sotto la parte antica della città e che probabilmente spiegano la leggenda del Ninfa.
Sono state censite e esplorate numerose cisterne. Tra queste le tre più grandi si trovano sotto la Cattedrale, sotto il giardino del Palazzo Vescovile e sotto palazzo Traietto. Nelle ultime due sono ancora visibili tracce di "opus incertum". Sono stati censiti e studiati anche un elevato numero di pozzi, molti dei quali si trovano nel quartiere S. Nicola, vicinissimi alle antiche mura della città.

Oltre a pozzi e cisterne ad Anagni si trovano alcuni ambienti, per lo più cantine, caratterizzati dalla presenza di acqua che sembra affiorare dal sottosuolo. Tra gli ambienti allagati, l'ipogeo più interessante, probabilmente una cava di inerti, si trova sotto la chiesa di Sant'Angelo. Presenta una forma irregolare con un pilastro centrale e tre camere laterali. Il fondo è ricoperto da un profondo strato di fango di colore chiaro che rende l'ambiente molto suggestivo conferendo all'acqua un intenso colore azzurro.

Molti cittadini di Anagni ci avevano riferito che alcuni pozzi erano collegati direttamente al misterioso fiume Ninfa ma le esplorazione effettuate dagli speleosub di Hypogea avevano escluso questa possibilità. L'idea che ci fosse acqua che scorreva sotto Anagni sembrava però troppo radicata nelle storie anagnine e questo ci ha incuriosito e portato ad approfondire le ricerche. Abbiamo così cominciato una minuziosa ricerca nell'archivio comunale di Anagni. Le fonti documentali consultate in archivio sono risultate una miniera di informazioni. In particolare vari documenti riportano la presenza di due antichissimi condotti che partivano da antichi pozzi situati nella zona della vecchia acropoli e si dirigevano uno ad un vascone detto Bagno, e l'altro verso l'attuale convento di Santa Chiara. Le nostre ricerche si sono quindi focalizzate sulla ricerca di questi cunicoli di cui, durante la prima parte delle ricerche, è stato possibile individuare i tratti finali.

Al primo condotto si accede proprio dal giardino del convento di Santa Chiara. Dopo qualche metro rimaneggiato in epoca moderna, si incontra il bellissimo tratto antico con copertura a lastroni e poi a cappuccina e muri in opera laterizia che arriva ad un pozzo romano con pedarole. Verso la fine il cunicolo risulta invece scavato nella roccia e diventa presto impraticabile a causa di un crollo.

Da un giardino ubicato in via Bagno si può invece accedere al tratto terminale del secondo cunicolo. Dopo qualche metro che presenta rifacimenti moderni, questo prosegue con volta a cappuccina e poi con volta a lastroni biforcandosi alla fine in due rami non percorribili perché troppo stretti.

Durante la seconda fase degli studi abbiamo invece spostato la nostra attenzione sulla ricerca della parte iniziale dei cunicoli, la cui esistenza era testimoniata in un antico documento ritrovato in archivio che, tuttavia, non ne dava la posizione precisa. Si tratta di una relazione del 1719 redatta da un idraulico romano, il Rizzi, che fornisce una accurata descrizione e uno schizzo di alcuni cunicoli ispezionati per conto del Comune di Anagni. 

Abbiamo finalmente trovato un accesso ai condotti all'interno di un edificio che insiste sulle poderose mura in opera quadrata che sostenevano la spianata dell'acropoli. In un ambiente sotterraneo si trovano due aperture che si affacciano su un cunicolo di epoca romana, interamente scavato nella roccia, da cui trapelano ancora numerose vene d'acqua. Il cunicolo arriva, dopo qualche metro, ad un altro ramo che lo incrocia. Entrambi i rami si chiudono purtroppo su tamponature o crolli, ma si dirigono proprio il primo verso S. Chiara e il secondo verso Bagno. Il rilievo topografico da noi elaborato ha mostrato come questi rami siano sovrapponibili a quelli della relazione del Rizzi. Lo studio proseguirà con la ricerca di altri tratti percorribili, alcuni dei quali già individuati su antichi documenti.

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