Ipogeo della Torricella

di Ivano Stranieri
pubblicato il 10 Ottobre 2009
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Studio di una cisterna idraulica di epoca romana, riscoperta e documentata da Roma Sotterranea in collaborazione con il Dott. Francesco Di Gennaro della Soprintendenza Statale.

All'interno di un'area adiacente ai binari ferroviari, a Nord della stazione FS, lungo Via della Serpentara, in  posizione nascosta all'interno della vegetazione, Roma Sotterranea ha individuato a Febbraio 2018 l'apertura di una galleria.

L'area nel quale è ubicato l'accesso al condotto idraulico che conduce alla cisterna, ad risultava essere interessata da un rilevante dissesto ambientale: il degrado della zona era notevole; la quantità di rifiuti rendeva difficoltoso l'accesso. Anche all'interno del condotto si trovavano molti rifiuti, numerosi copertoni ed anche la carcassa di una motocicletta. La loro presenza fra l'altro impediva probabilmente il normale deflusso delle acque che ristagnavano all'interno del condotto.

Descrizione degli ambienti

Le pareti del condotto sono realizzate in opus reticolatum; non è stato invece possibile apprezzare durante le prime ispezioni la presenza di malta idraulica sulla parte inferiore del condotto a causa del notevole accumulo di calcare, sia sulle pareti che sul fondo del condotto. Il rivestimento della volta risulta assente nella parte iniziale del condotto 
mentre, successivamente, la volta assume un aspetto più regolare. Il condotto ha una lunghezza complessiva di circa 40 metri e procede in direzione lineare verso Est.

A circa 15 metri dall'ingresso si incontra un pozzo circolare ostruito da depositi. Superato il pozzo, dopo qualche metro, si incontra un breve saggio di scavo (forse un tentativo per la captazione di una sorgente) della lunghezza di un metro, nel quale sono chiaramente visibili i segni degli utensili usati per lo scavo in direzione Sud. Il condotto termina all'interno di una grande cisterna con soffitto a cupola; le sue dimensioni sono di 10 metri di diametro e 15 metri d'altezza; anch'essa è rivestita in opus reticolatum nella parte superiore e su di esso è visibile uno strato di calcare. La volta risulta ricoperta con malta idraulica. L'acqua, ad oggi, arriva a circa un metro di altezza. Dalla
cisterna si dipartono tre aperture che conducono ad altrettanti piccoli ambienti scavati nel tufo la cui funzione era probabilmente legata alla captazione della falda acquifera.

La cisterna risulta essere in un ottimo stato di conservazione. Poiché in epoca imperiale negli ampi latifondi della zona sorsero numerose aziende agricole dove si coltivavano alberi da frutto, fiori, grano, ortaggi, ulivi e viti, è probabile che tale struttura fosse un sistema idrico di raccolta ed immagazzinamento delle acque a servizio di
qualche edificio vicino.