La Cloaca Maxima e i sistemi fognari di Roma
Mercoledi 7 Novembre, presso l'Istituto di Studi Romani, Roma Sotterranea partecipa ad una giornata di studi dal titolo "La Cloaca Maxima e i sistemi fognari di Roma dall'antichità ad oggi".
L'incontro si svolgerà presso l'Istituto di Studi Romani e vedrà fra i relatori anche ai nostri Elisabetta Bianchi, Luca Antognoli e Adriano Morabito.
Dott.ssa E. Bianchi, "Foro Romano. L'intervento dei Tarquini prima della Cloaca Maxima"
“Una recente rilettura delle strutture in cappellaccio riutilizzate nelle sponde della Cloaca Massima nel tratto sottostante il Foro Romano ha consentito di identificarle con il canale di drenaggio costruito dai re etruschi Tarquinio Prisco e Tarquinio il Superbo per bonificare la zona paludosa compresa tra le pendici del Palatino e quelle del Campidoglio.”
Dott.ssa E. Bianchi e Dott. Luca Antognoli, "La Cloaca Maxima dalla Suburra al Foro Romano"
Gli autori di questo contributo E. Bianchi, archeologa della Sovraintendenza Capitolina e L. Antognoli, speleologo dell'Associazione Roma Sotterranea, in collaborazione con altri studiosi e con il contributo di Roma Metropolitane – a partire dal 2006 – hanno eseguito numerose indagini e ispezioni all'interno della Cloaca Maxima per realizzare una nuova e completa analisi di tutte le strutture. L'obiettivo era quello di fornire un panorama aggiornato sulla conoscenza della principale infrastruttura di Roma, al termine di un ventennio di scavi nell'area dei Fori Imperiali ma anche dei nuovi rilievi realizzati durante esplorazioni di parti finora non note della Cloaca Massima, possibili grazie alle moderne tecniche speleologiche. Tali indagini hanno permesso di chiarire finalmente le fasi costruttive del monumento, dalla prima costruzione in età regia di un canale di drenaggio destinato a bonificare l'area di fondovalle tra Palatino e Campidoglio soggetta a continue inondazioni del Tevere, alla sua trasformazione attraverso i secoli in una rete fognaria monumentale ed estremamente ramificata in grado di drenare le acque di smaltimento dell'intera città.
Dott.ssa E. Bianchi, e Dott. R. Meneghini, "Il cantiere costruttivo del Foro di Nerva"
“In linea con quanto già presentato sul tema della cantieristica, in occasione del Convegno “Cantieri Antichi” svoltosi nel 2001 presso l'Istituto Archeologico Germanico di Roma con una relazione dal titolo “ Il cantiere costruttivo del Foro di Traiano” , per un tentativo di quantificazione dello sforzo costruttivo del complesso monumentale, secondo la metodologia innovativa delineata da Janet DeLaine, il presente saggio affronta, con analoga impostazione e finalità, il cantiere antico del Foro di Nerva. La pluridecennale conoscenza dell'evidenza archeologica di questo Foro, approfondita e precisata in seguito alle recenti indagini, permette oggi di ottenere una immagine piuttosto esauriente del reale aspetto originario di questo monumento e di formulare, grazie a una nuova ipotesi sull'effettivo sviluppo degli alzati e delle cubature di fondazione, una quantificazione meno approssimativa dei materiali utilizzati per la sua costruzione. Gli studi e le indagini specialistiche eseguite nel corso degli ultimi anni hanno infatti fornito una quantità di nuovi dati che risultano fondamentali per la ricostruzione del complesso architettonico in ogni sua parte, non soltanto per ciò che riguarda la decorazione architettonica, ma anche la natura della sua ossatura muraria. In sostanza, sembra di poter affermare che il Foro di Nerva è ormai un monumento dall'aspetto definito che si presta a molteplici approfondimenti. Le tabelle che corredano questo contributo offrono un'idea della quantificazione dei diversi materiali impiegati, ciò che ha consentito di considerare con un buon grado di approssimazione i tempi necessari per la costruzione del Foro, all'incirca quattro anni tra la gettata delle fondazioni e il completamento della decorazione architettonica della piazza e del Tempio di Minerva. Gli autori di questo contributo si scusano se per la notevole estensione della bibliografia, relativa a tutti gli articoli presenti nel volume non è stato possibile allegarla qui al testo.”