Risultato del sopralluogo ipogeo presso Via Salomone

di Giulia Cammilletti
pubblicato il 22 Ottobre 2019
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Il sopralluogo effettuato in via Oreste Salomone era volto a verificare l'eventuale esistenza di ambienti ipogei: l'intervento degli speleologi di Roma Sotterranea ha portato alla scoperta di un complesso di cave che corre parallelo a via Salomone e che è divenuto, nel tempo, sfogo per le piene dei collettori fognari danneggiati, tanto da richiedere l'intervento degli Enti preposti.

Il V Municipio e gli ambienti ipogei

Nel V Municipio Roma Sotterranea ha svolto centinaia di attività di esplorazione indagando una superficie di circa 950.000 metri quadrati (di cui oltre un terzo è stato successivamente mappato) collaborando fattivamente con la Protezione Civile, il Comune di Roma, la Soprintendenza statale e la Sovrintendenza capitolina.


L'indagine presso Via Salomone

Il sopralluogo effettuato ha avuto origine da una chiamata da parte di un condomino di uno degli stabili che si affaccia sulla pubblica via, preoccupato per le crepe presenti nell'atrio del condominio e già a conoscenza dell'esistenza di ambienti ipogei al di sotto del fabbricato. 
Accedendo tramite una antica botola posizionata al di sotto del vano scala ed eliminati contestualmente tutti gli elementi di potenaiale rischio, gli speleologi hanno potuto indagare gli ambienti sotterranei e comprenderne la natura.


La rete caveale

Gli ambienti sottostanti l'edificio sono risultate essere cave di pozzolana, ritrovamento del tutto inusuale in questo quadrante. L'esplorazione degli ambienti caveali, che non si limitano a procedere esclusivamente nei dintorni del condominio ma procedono per diverse centinaia di metri, ha evidenziato numerose peculiarità: gli edifici sovrastanti , infatti, sono stati costruiti con la consapevolezza dell'esistenza delle cave, consapevolezza che prende forma nelle fondazioni degli stabili costituite da opere in muratura in apparente ottimo stato conservativo; le volte degli ambienti di cava non presentavano, ad una prima esplorazione, segni evidenti di fratture o di crolli; infine, durante l'esplorazione è stato possibile rintracciare la presenza di numerosi accessi e pozzi murati, nonchè la presenza di diversi sversamenti fognari.

 

Il collettore fognario danneggiato

A seguito del sopralluogo l'attività di Roma Sotterranea è proseguita attraverso le interviste agli abitanti del quartiere che hanno permesso di rinvenire un accesso più comodo situato in un altro edificio limitrofo; da tale ambiente però, durante il sopralluogo all'interno delle gallerie sono state rinvenute copiose perdite di acque nere provenienti dal  collettore fognario di Via Salomone e di Via Rovetti. Nelle gallerie di cava abbandonate sono stati rilevati numerosi depositi fognari (veri e propri laghi profondi anche un metro) e due cascate di liquami fognari che hanno origine da due differenti danneggiamenti del condotto fognario. Considerata la conformazione del sottosuolo, costituito prevalentemente da terreni pozzolanici, e la relativa superificalità delle gallerie, tali sversamenti fognari sono stati considerati un potenziale rischio per la stabilità degli edifici soprastanti, e per la viabilità stradale.

I tecnici di Roma Sotterranea hanno puntualmente segnalato la perdita fognaria di liquami presso la Protezione Civile di Roma Capitale che a sua volta si è immediatamente attivata per la segnalazione ad ACEA che è così potuta intervenire con solerzia per identificare il danneggiamento e pianfiicare le relative attività di riparazione.